venerdì, 27 novembre 2020
Medinews
6 Dicembre 2011

DIMINUIRE L’INSULINO-RESISTENZA PER RIDURRE GLI EVENTI CARDIOVASCOLARI

Nei pazienti con preesistente patologia coronarica e senza diagnosi di diabete, una condizione di insulino-resistenza determina un incremento del rischio di nuovi eventi cardiovascolari. Tale associazione non è influenzata dalla presenza di sindrome metabolica (o di sue singole componenti) o di infiammazione. Sono le conclusioni cui è giunto un team olandese guidato da Sandra N. Verhagen del Centro medico universitario di Utrecht in Olanda. L’équipe ha utilizzato i dati di 2.611 pazienti (età media: 59,6 anni; 71% maschi), ricoverati, nell’arco di un periodo di osservazione di 7 anni, per manifestazioni di malattie arteriose (coronaropatia, malattia cerebrovascolare, arteriopatia periferica o aneurisma dell’aorta addominale). Nel corso di un follow-up medio di 3,1 anni, sull’intera popolazione studiata, il grado di insulino-resistenza è apparso associato a un maggiore rischio di morte per ogni causa e di nuovi eventi vascolari, anche dopo correzione per età, genere, fumo, uso di farmaci ipolipemizzanti e/o antipertensivi. Dal punto di vista clinico, l’aspetto più rilevante che emerge da questo studio, secondo gli autori della ricerca, è la possibilità che, riducendo la condizione di insulino-resistenza (per esempio con farmaci che migliorano la sensibilità all’insulina), si possa diminuire la comparsa di eventi macrovascolari e migliorare dunque la prognosi di chi soffre di patologia cardiovascolare.

doctor33.it – Cardiovascular Diabetology
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