giovedì, 3 dicembre 2020
Medinews
5 Marzo 2012

DIMEZZATE LE TROMBOSI A LUNGO TERMINE CON STENT AD ELUIZIONE DI ULTIMA GENERAZIONE

Le prime generazioni di stent medicati che rilasciano sirolimus e paclitaxel sono associate ad un aumentato rischio di trombosi dello stent a lungo termine che si verifica con maggior frequenza dopo il primo anno dall’impianto. Non è ancora chiaro se lo stesso rischio persista anche con le nuove generazioni di dispositivi a rilascio di everolimus. I ricercatori del Thoraxcenter presso l’Erasmus Medical Center di Rotterdam, in Olanda, hanno pertanto valutato in uno studio prospettico il rischio di trombosi dopo angioplastica in tre gruppi composti ciascuno da circa 4.000 pazienti ai quali era stata impiantata una delle tre tipologie di stent considerati, per un totale di più di 12.000 pazienti. I risultati sono stati espressi come tassi di incidenza della trombosi dello stent dopo aggiustamento dei dati statistici per compensare le differenze tra i tre gruppi. Al follow-up a 4 anni, il tasso di incidenza complessivo di trombosi definitiva dello stent è risultato inferiore con l’impiego di dispositivi a rilascio di everolimus, la metà rispetto alla percentuale registrata nei portatori di stent che rilasciano sirolimus e un terzo circa rispetto al paclitaxel. Le differenze a favore dell’everolimus divengono più pronunciate trascorso 1 anno dall’impianto. Inoltre, sempre a favore del dispositivo più recente, si è rilevato un minor rischio di decesso per infarto miocardico o per altra causa cardiaca.

Journal of the American College of Cardiology
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