mercoledì, 25 novembre 2020
Medinews
8 Gennaio 2009

DIAGNOSI PATOLOGICA DEI PAZIENTI CON LINFOMA NON HODGKIN

Valutazione della concordanza tra diagnosi presuntiva iniziale e diagnosi finale in pazienti con LNH, inseriti nel database del National Comprehensive Cancer Network

Il recente aggiornamento del sistema classificativo dei linfomi, da parte dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), ha permesso agli istopatologi di raggiungere un maggiore grado di concordanza tra diagnosi alla presentazione e diagnosi finale. Ciononostante, un paziente su 20 può avere diagnosi diversa e di conseguenza dover modificare la terapia prescritta. I pazienti eleggibili alla valutazione sono stati selezionati dal database del NCCN sulla base di una diagnosi documentata patologicamente prima della presentazione e diagnosi finale. Dopo revisione centralizzata dei casi discordanti, sono state stimate le percentuali di “agreement” patologico ed investigate le possibili cause di discordanza nonché il potenziale impatto sulla prognosi e trattamento. In questo studio, pubblicato nel Journal of Clinical Oncology (leggi abstract originale), si è osservata una percentuale di discordanza patologica globale del 6% (43 dei 731 pazienti; IC 95%: 4-8%). Nella maggior parte dei casi, in cui la diagnosi di riferimento era apparentemente coincidente con quella finale, non si sono condotte ulteriori indagini diagnostiche presso il centro NCCN e la modifica della diagnosi derivava unicamente da una diversa interpretazione dei dati preesistenti. La concordanza più elevata è stata osservata per il linfoma diffuso a grandi cellule B (95%) e il linfoma follicolare (95% per LF di grado 1 e 2 o non specificato), mentre era più bassa per il LF di grado 3 (88%). Dei 43 casi con discordanza patologica, l’81% (35 pazienti) potrebbe aver dovuto modificare il trattamento in conseguenza della ri-classificazione patologica.


SIEnews – Numero 1 – 8 gennaio 2009
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