Medinews
21 Novembre 2012

DETERMINANTI DEGLI ESITI CLINICI DOPO RESEZIONE DEL CARCINOMA RENALE CON COINVOLGIMENTO VENOSO

Il livello del trombo venoso non predice la recidiva o la mortalità e la sopravvivenza dipende dall’aggressività, cioè da dimensioni, grado e metastasi a distanza del tumore, alla diagnosi

Ricercatori dell’Università di Cincinnati (Ohio) hanno esaminato gli esiti clinici e identificato le variabili prognostiche che determinano mortalità e recidiva dopo la resezione chirurgica, attraverso la valutazione retrospettiva delle cartelle cliniche di 132 pazienti con carcinoma renale metastatico e trombo venoso, trattati al Johns Hopkins Hospital tra il 1997 e il 2008. L’analisi di Kaplan-Meier è stata usata per valutare la sopravvivenza, mentre analisi univariata e multivariata proporzionale di Cox è stata condotta per identificare i fattori predittivi di recidiva, mortalità per tutte le cause (ACM) e mortalità cancro-specifica (CSM). Il follow-up medio nello studio pubblicato sulla rivista International Urology and Nephrology (leggi abstract) è stato di 30.3 mesi (range: 0.03 – 159.5). Sessantaquattro pazienti (48.5%) presentavano trombosi alla vena renale (gruppo 1), 55 (41.7%) avevano trombosi tumorale alla vena cava inferiore (IVC) in regione sub-diaframmatica (gruppo 2) e 13 (9.8%) coinvolgimento della IVC sopra il diaframma o estensione all’atrio (gruppo 3). La trombosi alla IVC era più comune nei tumori sviluppati nel rene destro. I pazienti con livelli più alti del trombo manifestavano perdita ematica maggiore, complicanze e più lunga ospedalizzazione. Nello studio, il livello del trombo non è stato indicato come fattore predittivo di recidiva, ACM e CSM. La sopravvivenza libera da progressione a 1 e 3 anni nei pazienti non metastatici era rispettivamente del 69 e 53%. Le dimensioni del tumore (p = 0.015), il grado (p = 0.007) e l’invasione della parete venosa (p = 0.027) sono stati evidenziati quali fattori predittivi di recidiva. La sopravvivenza globale a 5 anni era pari al 48, 35 e 13% rispettivamente nei tre gruppi (1, 2, 3). La presenza di metastasi a distanza (p = 0.032), le dimensioni (p = 0.002), l’istologia (p = 0.020) e il grado tumorale (p = 0.013) erano fattori predittivi di ACM. La sopravvivenza cancro-specifica a 5 anni era invece del 65, 43 e 36% rispettivamente nei tre gruppi e le dimensioni della lesione (p = 0.001) e le metastasi a distanza alla diagnosi (p = 0.025) erano fattori predittivi di CSM. In conclusione, il livello della trombosi venosa non permette una previsione della recidiva o della mortalità nei pazienti con carcinoma renale con coinvolgimento venoso. La sopravvivenza dipende dall’aggressività insita del tumore che si manifesta attraverso le dimensioni della lesione, il grado e le metastasi a distanza alla diagnosi.


Renal Cancer Newsgroup – Numero 10 – Novembre 2012
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