domenica, 19 settembre 2021
Medinews
19 Ottobre 2009

DEFICIT COGNITIVO IN PAZIENTI CON METASTASI CEREBRALI DOPO RADIOCHIRURGIA E IRRADIAZIONE

I pazienti con metastasi cerebrali trattati con radiochirurgia stereotassica (stereotactic radiosurgery, SRS) associata a radioterapia panencefalica (whole-brain radiation therapy, WBRT) presentano un rischio più alto di deficit neuro-cognitivi (apprendimento e memoria) entro 4 mesi dal trattamento rispetto a quelli sottoposti a sola SRS. Sulla base delle evidenze dello studio pubblicato sulla rivista Lancet Oncology (leggi abstract originale), ricercatori della University of Texas, M.D. Anderson Cancer Center di Houston, suggeriscono un trattamento iniziale costituito dalla combinazione di SRS e un attento monitoraggio clinico per una migliore preservazione delle capacità cognitive dei pazienti con diagnosi recente di metastasi cerebrali. Dato che non era stato chiarito se il beneficio dell’associazione di WBRT con SRS per il controllo dei tumori cerebrali fosse superiore ai potenziali rischi di deficit cognitivo rispetto alla sola SRS, i ricercatori texani hanno condotto uno studio randomizzato controllato. Tra gennaio 2001 e settembre 2007, pazienti con diagnosi recente (1-3 settimane) di metastasi cerebrali sono stati randomizzati a SRS e WBRT o sola SRS e sono stati stratificati per categoria (‘recursive partitioning analysis class’), numero di metastasi e istologia radio-resistente. La sequenza di randomizzazione è stata mascherata fino ad assegnazione, momento in cui sia i clinici che i pazienti sono stati messi a conoscenza dell’allocazione di trattamento. L’endpoint primario era la funzione neuro-cognitiva: misurata obiettivamente come deterioramento significativo (caduta di 5 punti rispetto al basale) al totale ottenuto dopo 4 mesi nell’Hopkins Verbal Learning Test-Revised (HVLT-R). Un ‘data monitoring committee’ indipendente ha controllato costantemente il trial usando metodi statistici Bayesiani. È stata utilizzata l’analisi ‘intention-to-treat’. Dopo il reclutamento di 58 pazienti (30 nel gruppo sottoposto a sola SRS e 28 nel gruppo SRS+WBRT), lo studio è stato interrotto dal ‘data monitoring committee’, in accordo alle regole di interruzione prima del termine, dato che i pazienti randomizzati a SRS+WBRT mostravano una probabilità più elevata (96%) di manifestare deficit cognitivi (probabilità media a posteriori di deficit 52%) rispetto ai pazienti assegnati a sola SRS (probabilità media a posteriori di deficit 24%). A 4 mesi, infatti, sono stati osservati 4 decessi (13%) nel gruppo che riceveva sola SRS e, invece, 8 (29%) in quello assegnato a SRS+WBRT. Malgrado questo, il 73% dei pazienti del secondo gruppo (SRS+WBRT) mostrava libertà da recidiva cerebrale a un anno, rispetto al 27% di quelli che avevano ricevuto sola SRS (p = 0.0003). Il trattamento radioterapico è stato riconosciuto causa di un caso di tossicità di grado 3 (attacchi epilettici, neuropatia motoria, depressione della coscienza) nel gruppo SRS+WBRT e di un caso di tossicità di grado 3 (afasia) nel gruppo che aveva ricevuto sola SRS. Due casi di tossicità di grado 4 nel gruppo in sola SRS sono stati diagnosticati come necrosi da radiazione.
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