Medinews
30 Gennaio 2013

DALL’UNIONE EUROPEA LA DIRETTIVA PER PRESCRIZIONI MEDICHE UNIFORMI

Denominazione generica per i medicinali, nome commerciale se si tratta di un farmaco biologico e dati di identificazione del medico che prescrive: questi alcuni dei requisiti minimi che dovranno essere inseriti nelle prescrizioni mediche, perché possano essere riconosciute anche in altri Stati europei. È quanto prevede la direttiva approvata dalla Commissione Europea, che dovrà essere adottata dai Paesi membri entro il 25 ottobre 2013, di cui beneficeranno i cittadini UE che viaggiano in un altro Stato per ottenere le medicine di cui necessitano. Il numero di prescrizioni transfrontaliere non è molto alto: circa lo 0,02%-0,04% di tutte le prescrizioni nell’Unione, pari a 2,3 milioni di euro all’anno. Tuttavia il miglioramento delle regole per il riconoscimento delle prescrizioni può essere utile per alcuni gruppi di pazienti, come i malati rari e i cronici che vogliono recarsi in un’altra Nazione, quelli che vivono in regioni frontaliere o negli Stati membri più piccoli. “Con l’attuale diversità delle prescrizioni in tutta l’UE – spiega la FNOMCEO -, si stima che oltre la metà dei pazienti abbia problemi di riconoscibilità della prescrizione. Le nuove norme in materia introducono un insieme di elementi per aiutare a identificare medici, pazienti e prodotti prescritti”.
TORNA INDIETRO