Medinews
8 Ottobre 2013

CRIZOTINIB VS CHEMIOTERAPIA NEL TUMORE DEL POLMONE ALK-POSITIVO IN STADIO AVANZATO

L’agente target è risultato superiore alla chemioterapia standard nei pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule in stadio avanzato, con riarrangiamento del gene ALK (anaplastic lymphoma kinase), precedentemente trattati. In studi di singolo gruppo, i riarrangiamenti cromosomici del gene ALK sono stati associati a marcate risposte cliniche a crizotinib, un inibitore tirosin-chinasico orale specifico per il gene ALK. Non era ancora noto, tuttavia, se crizotinib fosse superiore alla chemioterapia standard in termini di efficacia. Numerosi gruppi di ricercatori nel mondo (in Italia: Azienda Ospedaliera di Perugia e Istituto Europeo di Oncologia di Milano) hanno condotto uno studio multicentrico, aperto, di fase 3, che ha comparato crizotinib con la chemioterapia in 347 pazienti con cancro polmonare ALK-positivo, localmente avanzato o metastatico, che avevano già ricevuto un precedente regime contenente platino. I pazienti sono stati randomizzati al trattamento orale con crizotinib (250 mg due volte al giorno) o alla chemioterapia per via endovenosa con pemetrexed (500 mg/m2 di superficie corporea) o docetaxel (75 mg/m2), ogni 3 settimane. Ai pazienti inclusi nel gruppo di chemioterapia, che hanno manifestato progressione del tumore, è stato permesso il ‘cross over’ a crizotinib, come partecipanti a uno studio separato. Endpoint primario era la sopravvivenza libera da progressione. Nello studio pubblicato sulla rivista New England Journal of Medicine (leggi abstract), la sopravvivenza mediana libera da progressione è risultata di 7.7 mesi con crizotinib e di 3.0 mesi con la chemioterapia (hazard ratio per progressione o morte con crizotinib 0.49, intervallo di confidenza [IC] 95%: 0.37 – 0.64; p < 0.001). I tassi di risposta erano pari al 65% (IC 95%: 58 – 72) con crizotinib, rispetto al 20% (IC 95%: 14 – 26) con la chemioterapia (p < 0.001). Un’analisi ad interim della sopravvivenza globale non ha evidenziato un miglioramento significativo con crizotinib vs chemioterapia (hazard ratio per morte nel gruppo a crizotinib 1.02, IC 95%: 0.68 – 1.54; p = 0.54). Eventi avversi comuni associati a crizotinib erano disturbi visivi, effetti collaterali a livello gastrointestinale e livelli elevati di aminotransferasi epatica, mentre gli eventi avversi più comuni con la chemioterapia erano fatigue, alopecia e dispnea. Tuttavia, i pazienti hanno riportato maggiori riduzioni dei sintomi del tumore polmonare e miglioramenti della qualità di vita globale con crizotinib, che con la chemioterapia. In conclusione, crizotinib ha mostrato un’efficacia superiore rispetto alla chemioterapia standard nei pazienti con tumore polmonare non a piccole cellule con riarrangiamento di ALK in stadio avanzato, precedentemente trattati.
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