sabato, 28 gennaio 2023
Medinews
30 Novembre 2010

CRITERI DI RISPOSTA TUMORALE IN PAZIENTI CON CARCINOMA EPATICO DOPO TERAPIA SISTEMICA CON SORAFENIB

I criteri funzionali AASLD (American Association for the Study of Liver Diseases) e EASL (European Association for the Study of the Liver) sembrano riflettere più accuratamente le alterazioni della carica vitale del tumore rispetto al RECIST (Response Evaluation Criteria in Solid Tumors). Lo studio pubblicato nella rivista Academic Radiology (leggi abstract originale) ha esaminato le modificazioni tumorali in pazienti con epatocarcinoma che ricevevano sorafenib, usando i criteri di valutazione dell’AASLD e dell’EASL, e comparando i risultati ottenuti con il RECIST versione 1.1. I ricercatori tedeschi hanno esaminato 25 pazienti con carcinoma epatico non operabile, che assumevano sorafenib orale ed erano stati sottoposti a risonanza magnetica all’entrata nello studio (basale) e ogni 8 settimane durante il follow-up (range: 2 – 19, media 7.6 settimane). I dati sono stati valutati retrospettivamente. Il periodo di sorveglianza fino a progressione variava da 5 a 102 settimane (media 25.6 settimane), per un totale di 54 lesioni target monitorate. Nel periodo di follow-up è stata eseguita anche l’analisi dei livelli di alfa-fetoproteina. La migliore risposta durante il follow-up, secondo il RECIST, è risultata in percentuali di risposta oggettiva del 4% (come remissione completa o parziale), del 24% (come progressione della malattia) e del 72% (come stabilizzazione della malattia). Invece, i criteri AASLD e EASL hanno identificato risposte oggettive rispettivamente del 28% e del 48%. Il 20% dei pazienti, con malattia progressiva secondo il RECIST, è stato confermato in ‘pseudo’-progressione a causa di una necrosi estesa. L’11% dei pazienti, con stabilizzazione della malattia al RECIST, mostrava invece progressione. L’area e il diametro, secondo l’AASLD, hanno permesso di rilevare una parziale remissione nel 36% e nel 40% dei pazienti, rispettivamente, mentre i criteri EASL hanno identificato una percentuale del 24%. Non è stata osservata relazione significativa tra progressione dei livelli sierici di alfa-fetoproteina e criteri di valutazione AASLD, EASL e RECIST. Secondo gli autori, il monitoraggio della risposta con criteri funzionali, come i criteri AASLD e EASL, rifletterebbe in modo più accurato del RECIST il carico tumorale vitale nel carcinoma epatico.
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