venerdì, 3 febbraio 2023
Medinews
3 Novembre 2010

CRITERI DI RISPOSTA TUMORALE IN PAZIENTI CON CARCINOMA EPATICO DOPO TERAPIA SISTEMICA CON SORAFENIB

I criteri funzionali AASLD e EASL sembrano riflettere più accuratamente le alterazioni della carica vitale del tumore rispetto al RECIST

Lo studio pubblicato nella rivista Academic Radiology (leggi abstract originale) ha esaminato le modifiche del tumore in pazienti con epatocarcinoma che ricevevano sorafenib, usando i criteri di valutazione AASLD (American Association for the Study of Liver Diseases) e EASL (European Association for the Study of the Liver), e comparando i risultati ottenuti con il RECIST versione 1.1 (Response Evaluation Criteria in Solid Tumors). I ricercatori tedeschi hanno esaminato 25 pazienti con carcinoma epatico non operabile, che assumevano sorafenib orale sottoposti a risonanza magnetica all’entrata nello studio (basale) e ogni 8 settimane durante il follow-up (range: 2 – 19, media 7.6 settimane). I dati sono stati valutati retrospettivamente. Il periodo di sorveglianza fino a progressione variava da 5 a 102 settimane (media 25.6 settimane), con un totale di 54 lesioni target monitorate. Nel periodo di follow-up è stata eseguita anche la determinazione di alfa-fetoproteina. La migliore risposta durante il follow-up, secondo il RECIST, è risultata in percentuali di risposta oggettiva del 4% (remissione completa o parziale), del 24% (progressione della malattia) e del 72% (stabilizzazione della malattia). Invece, i criteri AASLD e EASL hanno identificato risposte oggettive rispettivamente nel 28% e nel 48%. Il 20% dei pazienti, con malattia progressiva secondo il RECIST, è stato confermato in ‘pseudo’-progressione a causa di una necrosi estesa. L’11% dei pazienti, con stabilizzazione della malattia al RECIST, mostrava invece progressione. L’area e il diametro, secondo l’AASLD, hanno permesso di rilevare una parziale remissione nel 36% e nel 40% dei pazienti, rispettivamente, mentre i criteri EASL hanno identifcato una percentuale del 24%. Non è stata osservata relazione significativa tra progressione di alfa-fetoproteina nel siero e criteri di valutazione AASLD, EASL e RECIST. Secondo gli autori il monitoraggio della risposta con criteri funzionali, come i criteri AASLD e EASL, rifletterebbe in modo più accurato del RECIST il carico tumorale vitale nel carcinoma epatico.


Liver Cancer Newsgroup – Numero 11 – Novembre 2010
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