mercoledì, 8 febbraio 2023
Medinews
12 Maggio 2010

CRITERI DI MILANO PER LA PREVISIONE DI SOPRAVVIVENZA IN PAZIENTI CON CARCINOMA EPATICO

Un nuovo algoritmo corretto di allocazione può ridurre la sovrastima del tasso di progressione del tumore e l’indicazione di scarsa performance dei pazienti in attesa di trapianto

Il trapianto è il trattamento di scelta per l’epatocarcinoma, che presenta le caratteristiche delineate nei criteri di Milano. Il carcinoma e le malattie croniche epatiche presentano storie naturali distinte, per le quali si deve riservare una valutazione imparziale di indicazione al trapianto. Ricercatori degli Ospedali Riuniti di Bergamo hanno arruolato e seguito prospettivamente presso il CeLiveR, 206 pazienti consecutivi che rientravano nei criteri di Milano. I pazienti sono stati trattati seguendo le indicazioni dell’algoritmo del Barcelona Clinic Liver Cancer (BCLC): il 95% è stato sottoposto a resezione, ablazione o chemioembolizzazione transarteriosa. Dopo un follow-up mediano di 16 mesi, la progressione è stata osservata in 84 pazienti, 8 dei quali sono deceduti. I fattori di rischio per il tempo alla progressione della malattia (morte o progressione dello stadio T2) sono stati analizzati nei 170 pazienti dei quali erano disponibili dati completi. I fattori di rischio che mostravano più forte relazione alla progressione includevano il diametro e la persistenza/recidiva del tumore dopo terapia locale (hazard ratio di 1.51 e 2.75, rispettivamente, quando i pazienti sono stati censiti al momento del trapianto, e hazard ratio di 1.53 e 3.66, rispettivamente, quando il trapianto è stato considerato evento; p ≤ 0.0001). Per valutare l’eccezione attuale al Model for End-Stage Liver Disease (MELD), gli autori dello studio pubblicato nella rivista Liver Transplantation (leggi abstract originale) hanno comparato la percentuale di progressione (PR) attesa con quella osservata nei 133 pazienti in stadio T2. L’attuale valutazione ha portato ad una eccessiva sovrastima della PR nei pazienti con carcinoma epatico in stadio T2 e a una performance non soddisfacente [indice di concordanza di Harrell (indice C) = 0.60, trapianto censito; indice C = 0.55, trapianto come progressione]. I fattori di rischio per la progressione identificati in analisi univariata sono stati considerati successivamente per l’analisi multivariata. Con questi fattori di rischio e i punteggi naturali di MELD dei pazienti, è stato generato un modello corretto applicabile per l’allocazione dell’organo che ha ridotto la discrepanza tra PR attese e osservate (indice C = 0.66, trapianti censiti; indice C = 0.69, trapianti come progressione). In conclusione, l’eccezione attuale di MELD sembra sovrastimare ampiamente la progressione in pazienti in stadio T2 trattati secondo le linee guida BCLC. La risposta del tumore al trattamento di resezione o ablativo può predire la progressione oltre i criteri di Milano e dovrebbe essere tenuto in considerazione nei modelli di priorità di allocazione dell’organo.


Liver Cancer Newsgroup – Numero 5 – Maggio 2010
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