martedì, 27 luglio 2021
Medinews
17 Febbraio 2017

Controversies and consensus in the innovation access for cancer therapy in the European countries: on the subject of metastatic prostate cancer

Innovative cancer therapies and advances in drug development have created new hopes for patients and health providers. The purpose of this article was to evaluate the discrepancies in the assessment of the magnitude of benefit of four new drugs (abiraterone acetate, enzalutamide, cabazitaxel, radium-223 dichloride) for the treatment of metastatic castration-resistant prostate cancer (mCRPC). The comparison was done among three European countries (United Kingdom … (leggi tutto)

L’articolo appena pubblicato su Annals of Oncology si riferisce specificamente ai trattamenti per i pazienti con tumore della prostata avanzato, un setting che, come ben noto, si è arricchito negli ultimi anni di numerose nuove opzioni terapeutiche, sia come agenti chemioterapici che come terapie ormonali di nuova generazione. Le considerazioni di Oudard e Courbon si applicano, peraltro, più in generale a tutti i nuovi farmaci oncologici, indipendentemente dalla specifica indicazione di patologia. Gli autori portano all’attenzione dei lettori la eterogeneità esistente tra diversi stati in termini di valutazione della rilevanza del beneficio clinico e in termini di prezzo dei farmaci. L’analisi è stata fatta prendendo in considerazione solo 3 Paesi europei (Regno Unito, Germania e Francia) e il Canada e ovviamente l’eterogeneità sarebbe ancora maggiore se nell’analisi venissero inseriti altri Paesi. Gli autori invocano una maggiore armonizzazione nel processo di valutazione tra i Paesi (ad esempio mediante un’applicazione di strumenti condivisi di valutazione della rilevanza del beneficio quali quelli recentemente prodotti dalle società scientifiche) e si spingono a invocare l’opportunità di una politica comune europea relativamente ai prezzi e ai rimborsi dei farmaci. Quello degli autori francesi è uno scenario auspicato che appare molto lontano dalla realtà attuale, nella quale le decisioni positive dell’autorità regolatoria europea si basano sulla valutazione favorevole del rapporto tra rischi e benefici di ciascun trattamento, senza entrare nel merito delle questioni economiche. Tra l’approvazione dell’EMA e la disponibilità di un farmaco per i pazienti dei vari Stati europei, il percorso rimane lungo e spesso tortuoso.
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