mercoledì, 8 febbraio 2023
Medinews
2 Novembre 2010

CONTROLLI DI ROUTINE IN PAZIENTI CON CANCRO IN STADIO AVANZATO

Gran parte dei pazienti con tumori in stadio avanzato continua a sottoporsi a controlli di routine per il cancro, che però nel loro caso non hanno alcuna probabilità di offrire benefici. I test di screening per il cancro sono stati introdotti in prevenzione primaria, ma non danno alcun vantaggio ai pazienti che hanno un’aspettativa di vita limitata. Per valutare l’estensione del fenomeno, ricercatori del Memorial Sloan-Kettering Center di New York hanno analizzato quanti pazienti con cancro avanzato continuano a sottoporsi a screening per la diagnosi di nuovi tumori. L’utilizzo di procedure di screening per il cancro (mammografia, Pap test, PSA ed endoscopia del basso intestino) è stato valutato in 87736 pazienti over-65, con diagnosi di cancro avanzato al polmone, colon-retto, pancreas, gastrointestinale o mammario, iscritti al servizio Medicare (programma nord-americano di assistenza sanitaria negli anziani) tra il 1998 e il 2005 e inseriti nei registri per il cancro del SEER (Surveillance, Epidemiology, and End Results). I partecipanti sono stati seguiti fino al decesso o al 31 dicembre 2007, quale dei due si sia verificato prima. Altri 87307 iscritti a Medicare senza diagnosi di cancro sono stati singolarmente accoppiati per età, sesso, razza e registro SEER ai pazienti con cancro e seguiti per lo stesso periodo di tempo per valutare i dati di screening. Sono state analizzate anche le caratteristiche demografiche e cliniche ad esso associate. Per ogni test di screening per il cancro sono stati determinati i tassi di utilizzazione come percentuale di pazienti valutati dopo diagnosi di cancro incurabile. Lo studio pubblicato nel Journal of the American Medical Association (leggi abstract originale) ha indicato che l’8.9% (intervallo di confidenza, IC, 95%: 8.6 – 9.1%) delle donne con diagnosi di cancro avanzato è stato sottoposto ad almeno uno screening mammografico rispetto al 22.0% (IC 95%: 21.7 – 22.5%) delle donne sane, mentre le percentuali erano rispettivamente del 5.8% (IC 95%: 5.6 – 6.1%) e del 12.5% (IC 95%: 12.2 – 12.8%) per le donne che hanno eseguito un Pap test. Tra gli uomini, il 15.0% (IC 95%: 14.7 – 15.3%) di quelli con diagnosi di cancro avanzato è stato sottoposto a test del PSA rispetto al 27.2% (IC 95%: 26.8 – 27.6%) dei controlli sani. E ancora l’1.7% (IC 95%: 1.6 – 1.8%) dei pazienti con diagnosi di cancro avanzato è stato sottoposto a endoscopia del basso intestino rispetto al 4.7% (IC 95%: 4.6 – 4.9%) delle persone sane. Gli screening sono stati eseguiti più frequentemente nei pazienti che già si sottoponevano al programma: il 16.2% (IC 95%: 15.4 – 16.9%) ha eseguito una mammografia, il 14.7% (IC 95%: 13.7 – 15.6%) un Pap test, il 23.3% (IC 95%: 22.6 – 24.0%) un test del PSA e il 6.1% (IC 95%: 5.2 – 7.0%) un’endoscopia del basso intestino.
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