martedì, 18 giugno 2024
Medinews
23 Settembre 2013

CONFERENZA REGIONI: PER LA SANITÀ DAL 2010 AL 2015 – 31 MILIARDI

Dalla rete ospedaliera alla revisione dei Lea e dei ticket, dall’edilizia sanitaria a un intervento sui piani di rientro. Su tanti fronti bisogna invertire la rotta se si intende garantire universalmente livelli di assistenza adeguata, ma in primo luogo bisogna smettere di tagliare risorse al settore sanitario, decurtato di 31 miliardi dal 2010 al 2015. E’ quanto chiede la Conferenza delle Regioni, ascoltate la scorsa settimana dalle commissioni Affari sociali e Bilancio della Camera, nell’ambito dell’indagine conoscitiva La sfida della tutela della salute tra nuove esigenze del sistema sanitario e obiettivi di finanza pubblica. “Siamo in una fase di fortissima sofferenza di risorse. “Dal 2006 al 2010 i fondi stanziati sono cresciuti con ritmi in media del 4%, poi si sono stabilizzate crescendo dell’1%, infine da quest’anno sono addirittura in calo, per la prima volta”, ha spiegato Luigi Marroni, assessore per il diritto alla salute della Regione Toscana. La crisi economica rischia quindi di far venire meno l’universalita’ del Servizio Sanitario Nazionale. Molti i fronti su cui intervenire secondo il documento messo a punto dai presidenti di regione. “Abbiamo un enorme patrimonio edilizio da riqualificare e, prima ancora, da mettere in sicurezza e mettere a norma”. Per farlo “serve individuare un piano di investimenti con risorse certe”, “anche attraverso un piano di dismissioni”. Stessa urgenza per l’intervento sui piani di rientro, che in alcune regioni sono stati “piu’ che una riforma una compressione economica”. Necessaria poi una diversa regolamentazione del reclutamento del personale sanitario, in particolare dove perdura il blocco del turn-over, da cui sono “scaturiti in un proliferare di contratti atipici e di servizi, non meno costosi ma in genere di minore qualita’”. Un’azione sulla riqualificazione del personale e sulla revisione della contrattazione, orientatandola su “meritocrazia e sblocco delle carriere” potrebbe essere “una delle chiavi di volta per rimotivare tutto un mondo che ne ha anche un po’ bisogno”.
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