domenica, 29 novembre 2020
Medinews
27 Aprile 2009

CON RICETTA ELETTRONICA RISPARMI FINO 2 MLD EURO TRA 2 ANNI

La ricetta elettronica per la prescrizione di farmacie e prestazioni sanitarie farà risparmiare circa due miliardi di euro al sistema sanitario nazionale. E questo già tra due anni, quando funzionerà a regime facendo ‘viaggiare’ in rete le richieste del medico che arriveranno direttamente sui computer di farmacisti e strutture sanitarie. Un ‘tesoretto’ cumulabile grazie alla riduzione della carta, oggi utilizzata per 550 milioni di ricette dal costo di un euro ciascuna, e grazie alle minori spese da errori: si stima, infatti, un taglio del 7-8% della spesa farmaceutica e specialistica – che vale circa 14 miliardi di euro – dovuta a sbagli di prescrizione e di gestione. A fare i conti Paolo Donzelli, direttore dell’Ufficio studi del Consiglio dei ministri, Dipartimento per l’innovazione e le tecnologie, intervenuto a Roma alla prima conferenza E-HealthCare. L’obiettivo del ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, è di archiviare definitivamente la ricetta ‘classica’ in due anni, ha ricordato Donzelli illustrando i dettagli del ‘Piano eGov’ 2012 per quanto riguarda la sanità. “L’innovazione digitale in sanità – ha detto l’esperto – può portare a un miglioramento del servizio, all’aumento dell’efficienza e al taglio dei costi”. Tra gli interventi possibili, già in programma, la digitalizzazione dei certificati di malattia. “Oggi in Italia – ha continuato l’esperto – abbiamo 12 milioni di ‘pezzettini’ di carta prodotti ogni anno. Si tratta di documenti che il paziente deve portare al proprio datore di lavoro. Digitalizzare questo processo vuol dire semplificare la vita al cittadino e all’impresa. E consente, inoltre, un monitoraggio in tempo reale del fenomeno. In genere ci vogliono 6 mesi per capire effettivamente quali sono le cause delle assenze, dovute anche a infortuni”. La tecnologia, inoltre, consente di ottimizzare le risorse, indirizzando il paziente verso le strutture più adeguate ma anche di assistere i malati a casa propria, grazie alla telemedicina, con una migliore qualità di vita. “L’Italia nel settore della sanità elettronica – ha concluso Donzelli – ha una situazione molto articolata perché l’assistenza sanitaria è gestita direttamente dalle Regioni. Abbiamo picchi di eccellenza, ma a livello regionale abbiamo situazioni differenti. La digitalizzazione potrà essere utile, mi auguro, anche per colmare i gap”.
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