martedì, 5 luglio 2022
Medinews
7 Giugno 2011

COMPLESSITÀ TERAPIE CARDIOVASCOLARI ABBASSA L’ADERENZA DA PARTE DEI PAZIENTI

Per migliorare l’aderenza al trattamento (compliance) del paziente cardiovascolare cronico – uno dei problemi più comuni nella pratica clinica quotidiana – sono necessarie strategie che riducano la complessità delle terapie stesse. È la conclusione di uno studio di popolazione – effettuato dall’équipe coordinata da Niteesh K. Choudhry della Harvard Medical School di Boston, Usa – focalizzato su pazienti in politerapia per la cura di problematiche cardiovascolari. Gli individui esaminati nella ricerca avevano assunto regolarmente, tra giugno 2006 e maggio 2007, una statina (1.827.395 pazienti) o un Ace-inibitore/bloccante del recettore dell’angiotensina (1.480.304 pazienti). La complessità del trattamento è stata stimata durante i tre mesi dalla prima prescrizione misurando il numero di farmaci e di medici prescrittori, gli accessi in farmacia per il ritiro dei medicinali e il numero di visite dal medico per ottenere una scorta di farmaci. Per gli Ace-inibitori e i bloccanti del recettore dell’angiotensina è stato inoltre misurato il numero di dosi giornaliere. L’aderenza al trattamento è stata valutata nei dodici mesi successivi ai primi tre. In media tutti i partecipanti hanno ritirato 11,4 prescrizioni di 6,3 farmaci diversi, grazie a cinque accessi in farmacia; le prescrizioni sono state compilate in media da due medici. Un maggior numero di prescrizioni e una maggiore complessità terapeutica sono risultati fattori associati ad un’aderenza minore al trattamento. In particolare, il maggior numero di visite dal medico per ottenere una scorta di farmaci era collegato a tassi di aderenza inferiori dell’8% rispetto ai pazienti con il valore più basso di tali visite.

DoctorNews – Arch Intern Med
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