Medinews
16 Dicembre 2013

COMPARSA DI ALOPECIA IN PAZIENTI ONCOLOGICI TRATTATI CON TERAPIE ENDOCRINE

Se, da una parte, la frequenza di alopecia conseguente a chemioterapia citotossica è stata ben descritta, dall’altra l’incidenza di alopecia durante terapie endocrine (ad es. anti-estrogeni, inibitori delle aromatasi) non è stata ancora esaminata nel dettaglio. Gli agenti endocrini sono largamente utilizzati nel trattamento e prevenzione di molti tumori solidi, principalmente di mammella e prostata, e l’aderenza a queste terapie è sub-ottimale, in parte per la comparsa di tossicità. I ricercatori della New York University, Langone Medical Center, hanno condotto un’analisi sistematica della letteratura per valutare l’incidenza e il rischio di alopecia in pazienti trattati con terapie endocrine, eseguendo una ricerca indipendente sul database di PubMed di tutta la letteratura pubblicata fino a febbraio 2013. Studi di fase II e III sono stati selezionati utilizzando i seguenti termini: “tamoxifen”, “toremifene”, “raloxifene”, “anastrozole”, “letrozole”, “exemestane”, “fulvestrant”, “leuprolide”, “flutamide”, “bicalutamide”, “nilutamide”, “fluoxymesterone”, “estradiol”, “octreotide”, “megestrol”, “medroxyprogesterone acetate”, “enzalutamide” e “abiraterone”. Nello studio pubblicato sulla rivista The Oncologist (leggi abstract) sono stati raccolti per l’analisi i dati di 19430 pazienti inclusi in 35 studi clinici. Di questi, 13415 pazienti avevano ricevuto trattamento endocrino e 6015 sono stati utilizzati come controlli. L’incidenza di alopecia di ogni grado variava tra 0 e 25%, con un’incidenza globale del 4.4% (intervallo di confidenza 95%: 3.3 – 5.9). L’incidenza più alta di alopecia di ogni grado (25.4%) è stata osservata in pazienti trattati con tamoxifene in uno studio di fase II e, analogamente, l’incidenza globale di alopecia di grado 2, valutata in una meta-analisi, più elevata si manifestava con tamoxifene (6.4%). Il rischio relativo globale di alopecia, rispetto al placebo, era pari a 12.88 (p < 0.001), con i modulatori selettivi del recettore degli estrogeni che possedevano il rischio più alto. In conclusione, l’alopecia è un evento avverso comune, ancora poco descritto, delle terapie antitumorali di tipo endocrino e il loro uso prolungato aumenta l’importanza di questa condizione sulla qualità di vita dei pazienti. I risultati di questa analisi sono dunque critici per il ‘counselling’ prima della terapia, per l’identificazione dei fattori di rischio e per lo sviluppo di interventi che potrebbero favorire l’aderenza e mitigare questo evento difficile dal punto di vista psicosociale.
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