sabato, 5 settembre 2026
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5 Aprile 2011

COMMISSIONE EUROPEA: POTENZIARE LA SANITA’ ELETTRONICA IN CARDIOLOGIA

Si stima che le malattie cardiovascolari in Europa ‘pesino’ complessivamente sui bilanci dei sistemi sanitari all’incirca per 200 miliardi di euro l’anno. L’impatto dell’invecchiamento della popolazione non può che comportare l’incremento costante di tale spesa: è pertanto necessario trovare soluzioni innovative, sostenibili ed economicamente efficaci per la prevenzione e il trattamento. L’e-Health, termine che identifica servizi basati sulle telecomunicazioni in grado di offrire aiuto nella diagnosi e nella gestione di molte patologie croniche ad ampia prevalenza (ad esempio l’insufficienza cardiaca), costituisce una soluzione dal potenziale notevole e ancora sotto utilizzato. E’ quanto hanno affermato in una recente riunione internazionale gli esperti dell’Heart Group insediato presso la Commissione europea. “L’e-Health offre enormi vantaggi sia per i pazienti che per i cardiologi – ha spiegato il prof. Martin Cowie del Royal Brompton Hospital britannico -. Vi sono sviluppi davvero interessanti che ne sottolineano il valore come parte integrante delle strategie di trattamento. Il monitoraggio remoto o tele-cardiologia può consentire ai pazienti di seguire la cura a casa in modo molto più efficace, fornendo al contempo la prova dell’accesso domiciliare quotidiano a servizi e trattamenti che possono aiutarli a vivere più a lungo e meglio.” La sanità elettronica – è emerso inoltre dalla riunione europea – può aiutare a risolvere una serie di problematiche fondamentali, tra cui:
migliorare l’accesso alle cure, assicurare terapie e servizi sanitari di elevata qualità, sicuri ed efficienti, ridurre i ricoveri ospedalieri non necessari, soddisfare le esigenze di salute e sanità di una popolazione che invecchia a sempre maggior ritmo, contribuire a colmare l’eventuale carenza di esperti qualificati nel settore medico in alcuni Paesi dell’Unione. “Il successo dell’e-Health dipende però – ha puntualizzato Friedrich Köhler della Charité-Universitätsmedizin di Berlino – dalla disponibilità di una diffusa rete a banda larga caratterizzata da elevati standard di sicurezza e capacità. Dobbiamo inoltre strutturare a livello europeo una formazione per professionisti del settore sanitario, garantire la protezione e la riservatezza dei dati e introdurre urgentemente nuove norme di regolamentazione del settore”.

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