lunedì, 30 novembre 2020
Medinews
9 Dicembre 2008

COMITATO BIOETICA, ATTENZIONE A SPECIFICITÀ FEMMINILE

“Sebbene le donne siano le maggiori consumatrici di farmaci, la sperimentazione tende a non tenere in sufficiente considerazione la loro specificità e il cambiamento delle condizioni di salute femminile, con un conseguente incremento di effetti collaterali”. E’ quanto osserva il Comitato Nazionale per la Bioetica nel suo parere “La sperimentazione farmacologica sulle donne”. Il documento, a partire dall’analisi dei dati sulla sperimentazione clinica sulle donne, rileva “la sottorappresentatività nell’arruolamento e la scarsa elaborazione differenziata dei risultati, con particolare riferimento alle patologie non specificamente femminili”. Il documento analizza le principali ragioni di questa carenza, ne discute le problematiche etiche emergenti e analizza le normative internazionali e nazionali sull’argomento. “Il CNB propone linee bioetiche per una equa considerazione della donna nella sperimentazione, rilevando la necessità di una differenziazione, mostrando i pericoli di una farmacologia ‘neutrale’ ed indifferente rispetto alle differenze sessuali. La donna non può essere assimilata all’uomo, come una mera variabile, ma ha una specificità che la sperimentazione e’ chiamata a tenere in considerazione per promuovere una medicina che riconosca adeguatamente le pari opportunità uomo/donna. Al fine di incrementare la sperimentazione farmacologica differenziata per sesso, il CNB propone di sensibilizzare le autorità sanitarie e incentivare le aziende farmaceutiche a sostenere la sperimentazione distinta per sesso, anche se poco redditizia, incentivando progetti di ricerca sull’argomento; promuovere la partecipazione ai trials clinici delle donne con un’adeguata informazione sull’importanza sociale della sperimentazione femminile; garantire una maggiore presenza delle donne come sperimentatori e come componenti dei Comitati etici; sollecitare una formazione sanitaria attenta alla dimensione femminile nell’ambito della sperimentazione farmacologica, oltre che della ricerca e della cura; incrementare una cooperazione internazionale, oltre che nazionale e locale, con attenzione alla condizione femminile nell’ambito della sperimentazione clinica”.
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