mercoledì, 29 maggio 2024
Medinews
18 Maggio 2009

COMBINAZIONE DI TRE FARMACI RIDUCE NAUSEA E VOMITO INDOTTI DA CHEMIOTERAPIA

Un regime con tre farmaci a base di casopitant mesilato, un antagonista del recettore della neurochinina 1, desametasone e ondansetron, ha ridotto significativamente il numero di attacchi di nausea e vomito in pazienti che ricevevano chemioterapia altamente ematogena rispetto al regime con desametasone e ondansetron. La nausea e il vomito indotti da chemioterapia rappresentano un grave problema di gestione del paziente dopo il trattamento con chemioterapia altamente ematogena, a base di cisplatino, di tumori solidi maligni quali il tumore del colon e del pancreas. Ricercatori dell’Università del Vermont hanno condotto uno studio multicentrico, randomizzato, in doppio cieco, controllato verso placebo, di fase 3 per valutare l’efficacia anti-emetica del regime a tre farmaci (casopitant mesilato, desametasone e ondansetron), in termini di prevenzione o ritardo degli attacchi di nausea o vomito in pazienti naïve con tumore solido maligno sottoposti a chemioterapia altamente ematogena. Lo studio, svolto tra novembre 2006 e ottobre 2007, ha coinvolto 77 centri in 22 paesi. Tutti gli 810 pazienti arruolati nello studio, pubblicato in Lancet Oncology (leggi abstract originale), hanno ricevuto desametasone e ondansetron, ma sono stati randomizzati a ricevere placebo (n = 269, gruppo controllo), dose singola di casopitant mesilato (150 mg per os; n = 271, gruppo CM1) o somministrazione endovenosa al giorno 1 (90 mg), seguita da dose orale ai giorni 2 e 3 (50 mg) di casopitant mesilato (n = 270, gruppo CM2). La randomizzazione è stata ottenuta attraverso un sistema telefonico centralizzato, essenzialmente perché alcuni centri dovevano arruolare solo pochi pazienti. L’endpoint primario corrispondeva alla proporzione di pazienti che avevano ottenuto risposta completa (niente vomito, conati di vomito o uso di altri farmaci) nelle prime 120 ore dalla somministrazione del trattamento chemioterapico altamente ematogeno. L’analisi di efficacia è stata condotta sulla popolazione selezionata per l’analisi intention-to-treat (n = 800), che ha incluso tutti i pazienti che ricevevano placebo o il farmaco in studio, oltre a desamentasone e ondansetron, dopo chemioterapia altamente ematogena (n = 256 gruppo di controllo, n = 266 gruppo CM1, n = 269 gruppo CM2). L’analisi di sicurezza è stata condotta su 802 pazienti dello studio. I risultati indicano che un numero significativamente più alto di pazienti, che hanno ricevuto casopitant mesilato, ha ottenuto risposta completa nel primo ciclo di trattamento chemioterapico rispetto a quelli nel gruppo di controllo (175 pazienti [66%] nel gruppo di controllo, 228 [86%] nel gruppo CM1 [p < 0.0001 vs controllo] e 214 [80%] nel gruppo CM2 [p = 0.0004 vs controllo]). Questa risposta positiva si è mantenuta per molti cicli successivi di chemioterapia. Eventi avversi si sono manifestati in 205 pazienti (77%) nel gruppo CM1 e in 203 (75%) nel gruppo CM2, rispetto a 194 pazienti (73%) nel gruppo di controllo. I più frequenti erano neutropenia (n = 5 [3%] nel gruppo di controllo, n = 3 [1%] nel gruppo CM1 e n = 11 [4%] nel gruppo CM2), neutropenia febbrile (n = 1 [< 1%] nel gruppo di controllo, n = 4 [1%] nel gruppo CM1 e n = 6 [2%] nel gruppo CM2) e disidratazione (n = 4 [2%] nel gruppo di controllo, n = 2 [< 1%] nel gruppo CM1 e n = 1 [< 1%] nel gruppo CM2).
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