domenica, 21 luglio 2024
Medinews
27 Agosto 2013

COMBINAZIONE DI NIVOLUMAB E IPILIMUMAB NEL MELANOMA AVANZATO

Nei pazienti con melanoma, ipilimumab, un anticorpo anti-CTLA-4 (antigene 4 associato ai linfociti citotossici T), ha mostrato di prolungare la sopravvivenza globale e nivolumab, un anticorpo contro il recettore PD-1 (morte programmata 1), in uno studio di fase I ha indotto una regressione durevole del tumore. Sulla base di questi meccanismi d’azione immunologici distinti e di dati preclinici a supporto, ricercatori del Memorial Sloan-Kettering Cancer Center di New York hanno condotto uno studio di fase 1 con nivolumab combinato a ipilimumab in pazienti con melanoma avanzato. In questo studio, pubblicato sulla rivista New England Journal of Medicine, gli autori hanno somministrato ai pazienti nivolumab e ipilimumab per via endovenosa, ogni 3 settimane per 4 dosi, seguite da solo nivolumab ogni 3 settimane per 4 dosi (regime concomitante). Il trattamento combinato è stato successivamente somministrato ogni 12 settimane, fino a un massimo di 8 dosi. In un regime sequenziale, invece, i pazienti pretrattati con ipilimumab hanno ricevuto nivolumab ogni 2 settimane, fino a massimo di 48 dosi. In totale, 53 pazienti hanno ricevuto la terapia concomitante di nivolumab e ipilimumab e 33 il trattamento sequenziale. Il tasso di risposta obiettiva (secondo i criteri WHO modificati) è risultato pari al 40% nei pazienti inclusi nel gruppo a regime concomitante. Evidenza di attività clinica (standard, non confermata o immuno-correlata o malattia stabile per ≥ 24 settimane) è stata osservata nel 65% dei pazienti. Alle dosi massime (1 mg/kg di peso corporeo per nivolumab e 3 mg/kg di peso corporeo per ipilimumab), che sono state associate a eventi avversi di livello accettabile, il 53% dei pazienti ha mostrato una risposta obiettiva e tutti una riduzione del tumore pari o superiore all’80%. Gli eventi avversi di grado 3 o 4, legati alla terapia, si sono manifestati nel 53% dei pazienti nel gruppo a regime concomitante, ma erano qualitativamente simili a quanto osservato negli studi precedenti in cui era stata utilizzata la monoterapia ed erano, in genere, reversibili. Nei pazienti inclusi nel gruppo a regime sequenziale, il 18% ha manifestato eventi avversi di grado 3 o 4, legati alla terapia, e il tasso di risposta obiettiva è risultato pari al 20%. In conclusione, la terapia concomitante con nivolumab e ipilimumab ha mostrato un profilo di sicurezza controllabile e ha offerto un’attività clinica che sembra distinta da quella osservata con la monoterapia e descritta negli studi pubblicati, con una rapida ed evidente regressione del tumore in un’elevata percentuale di pazienti.

Nivolumab plus ipilimumab in advanced melanoma. New England Journal of Medicine 2013 Jul 11;369(2):122
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