giovedì, 23 maggio 2024
Medinews
19 Dicembre 2013

COMBINAZIONE DI BEVACIZUMAB CON TEMSIROLIMUS O INTERFERONE ALFA NEL CARCINOMA RENALE METASTATICO: STUDIO INTORACT

La terapia di prima linea del carcinoma renale metastatico a cellule chiare con temsirolimus e bevacizumab non è risultata superiore all’altro regime contenente interferone

Per determinare prospetticamente l’efficacia della terapia di combinazione con temsirolimus e bevacizumab, rispetto a interferone alfa (IFN) e bevacizumab nel carcinoma renale metastatico a cellule chiare, gli investigatori dello studio internazionale, multicentrico, randomizzato, in aperto, di fase III, INTORACT, hanno randomizzato pazienti non trattati precedentemente, stratificandoli per precedente nefrectomia e gruppo prognostico secondo il Memorial Sloan-Kettering Cancer Center, alla combinazione di temsirolimus (25 mg, per via endovenosa, ogni settimana) o IFN (9 MIU, per via sottocutanea, tre volte alla settimana) con bevacizumab (10 mg/kg, per via endovenosa, ogni due settimane). Endpoint primario era la sopravvivenza libera da progressione (PFS), valutata in modo indipendente. I risultati dello studio pubblicato sulla rivista Journal of Clinical Oncology (leggi abstract) indicano una PFS mediana comparabile nei pazienti trattati con temsirolimus e bevacizumab (n = 400) vs IFN e bevacizumab (n = 391) (rispettivamente 9.1 vs 9.3 mesi; hazard ratio [HR] 1.1, IC 95%: 0.9 – 1.3; p = 0.8). Non è stata osservata alcuna differenza significativa anche sulla sopravvivenza globale (25.8 vs 25.5 mesi; HR 1.0; p = 0.6) o sul tasso di risposta obiettiva (27.0 vs 27.4%) rispettivamente con temsirolimus e bevacizumab vs IFN e bevacizumab. I pazienti che hanno ricevuto temsirolimus e bevacizumab hanno riportato punteggi globali medi significativamente più alti al Functional Assessment of Cancer Therapy-Kidney Symptom Index (FKSI)-15 e alla sottoscala FKSI-Disease Related Symptoms, rispetto a IFN e bevacizumab, indicando quindi un miglioramento; tuttavia, nessuna differenza è stata registrata nelle misure degli esiti di salute globale. Gli eventi avversi per tutte le cause, di grado ≥ 3, emersi durante il trattamento, più comuni con la combinazione temsirolimus e bevacizumab erano infiammazione delle mucose, stomatite, ipofosfatemia, iperglicemia e ipercolesterolemia (p < 0.001), mentre la neutropenia era più comune con IFN e bevacizumab. L’incidenza di polmonite, durante il trattamento con temsirolimus e bevacizumab, era pari al 4.8%, per la maggior parte di grado 1 o 2. In conclusione, la terapia di combinazione con temsirolimus e bevacizumab non è risultata superiore a quella composta da interferone alfa e bevacizumab nel trattamento di prima linea del carcinoma renale metastatico a cellule chiare.


Renal Cancer Newsgroup – Numero 12 – Dicembre 2013
TORNA INDIETRO