Nei pazienti anziani, la nefrectomia parziale viene raramente consigliata anche se le probabilità di decesso sono più basse che con quella radicale
Sono ancora scarsi i dati sugli esiti clinici nei pazienti anziani con carcinoma renale. I ricercatori del Dartmouth-Hitchcock Medical Center di Lebanon in New Hampshire hanno riassunto nello studio pubblicato sulla rivista Journal of Urology (leggi abstract originale) i suggerimenti per la gestione e i valori di sopravvivenza globale e cancro-specifica. Usando il database del Surveillance, Epidemiology, and End Results (SEER) hanno identificato 59944 pazienti sottoposti a nefrectomia parziale o radicale tra il 1998 e il 2005. I pazienti sono stati suddivisi in due gruppi di età – inferiore a 80 anni e dagli 80 anni in su – e stratificati secondo le variabili cliniche. Per valutare la differenza tra le coorti, in termini di approccio chirurgico e di sopravvivenza globale o cancro-specifica, sono stati utilizzati il chi-quadro e analisi di regressione logistica multivariata e di Kaplan-Meier. In totale sono stati individuati 4227 pazienti di età superiore a 80 anni (7.5%). I risultati indicano che i pazienti nel primo gruppo avevano maggiori probabilità di essere sottoposti a nefrectomia parziale rispetto ai più anziani (13% vs 8%; p < 0.001). Ad un follow-up mediano di 37 mesi (range: 0 – 215) nei pazienti più giovani e di 27 mesi (range: 0 – 203) negli ultra-ottantenni, quelli nel secondo gruppo avevano una probabilità di morte 2.32 volte maggiore (IC 95%: 2.22 – 2.42; p < 0.001), mentre era 1.33 volte più alta se la causa di morte era il carcinoma renale (IC 95%: 1.23 – 1.43; p < 0.001), rispetto ai pazienti più giovani. Inoltre, i pazienti più anziani di 80 anni che venivano sottoposti a nefrectomia radicale avevano una probabilità 2.54 volte più alta di morire per il carcinoma renale (IC 95%: 1.68 – 3.84; p < 0.001) rispetto ai pazienti nella stessa fascia d’età che si sottoponevano a nefrectomia parziale.Renal Cancer Newsgroup – Numero 1 – Gennaio 2011