domenica, 21 luglio 2024
Medinews
12 Settembre 2012

CHEMO-EMBOLIZZAZIONE NEL CARCINOMA EPATICO

Può essere utile un’ulteriore valutazione degli agenti a target molecolare attivi per via sistemica per la combinazione con DEB-TACE in studi di fase III

La chemio-embolizzazione endoarteriosa (TACE) rappresenta lo standard di cura per i pazienti con carcinoma epatico multinodulare non invasivo, confinato all’organo, asintomatici con funzione epatica preservata. Tuttavia, il beneficio di sopravvivenza della TACE convenzionale, che include la somministrazione di un’emulsione oleosa di farmaco anti-tumorale seguita da agenti embolici, descritto in studi clinici controllati randomizzati e meta-analisi, è attualmente considerato modesto. Varie strategie per migliorare gli esiti di questo gruppo di pazienti sono divenute soggetto di ricerca clinica. Nella pubblicazione su Seminars in Oncology (leggi abstract), il prof. Riccardo Lencioni dell’Università di Pisa osserva che l’introduzione per via endoarteriosa di microsfere embolizzanti a rilascio di farmaco (DEB) ha mostrato ridurre significativamente la tossicità epatica e l’esposizione sistemica del farmaco rispetto ai regimi convenzionali. L’aggiunta di agenti a target molecolare all’armamentario terapeutico per il carcinoma epatico ha stimolato il disegno di studi clinici che hanno esaminato le sinergie tra TACE e i trattamenti sistemici. Infatti, la combinazione di TACE con agenti a proprietà anti-angiogeniche rappresenta una strategia promettente, perché si pensa che la TACE induca ipossia locale, che porta a un temporaneo incremento dei livelli del fattore di crescita vascolare endoteliale (VEGF). Recentemente, un ampio studio randomizzato, in doppio cieco, controllato contro placebo, di fase II (SPACE study) ha indicato un buon profilo di sicurezza con la contemporanea somministrazione di DEB-TACE e sorafenib e suggerito un miglioramento del tempo alla progressione e del tempo all’invasione vascolare o alla diffusione extra-epatica, rispetto alla sola DEB-TACE. In conclusione, i dati raccolti supportano l’ulteriore valutazione degli agenti a target molecolare, attivi per via sistemica, in combinazione con DEB-TACE in studi di fase III.


Liver Cancer Newsgroup – Numero 8 – Settembre 2012
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