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25 Marzo 2014

CHEMIOTERAPIA PRE-OPERATORIA NEL CARCINOMA AVANZATO A CELLULE SQUAMOSE, RESECABILE, DEL CAVO ORALE: RISULTATI A LUNGO TERMINE DI UNO STUDIO RANDOMIZZATO DI FASE III

Il follow-up prolungato di questo studio randomizzato, condotto dai ricercatori della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, ha confermato l’assenza di un beneficio di sopravvivenza con la chemioterapia pre-operatoria nel carcinoma del cavo orale. I dati sulla chemioterapia pre-operatoria nel tumore operabile del cavo orale sono contrastanti. In questo studio, pubblicato sulla rivista Annals of Oncology (leggi abstract), sono presentati i risultati a lungo termine di uno studio multicentrico, randomizzato, in parallelo, che valutava l’impatto di una chemioterapia di induzione con tre cicli di cisplatino (100 mg/m2) e fluorouracile (1000 mg/m2) in infusione continua per 120 ore, ogni 21 giorni, somministrati a pazienti con carcinoma a cellule squamose del cavo orale, in stadio T2 – T4, N0 – N2, non trattati precedentemente. Il gruppo di controllo ha ricevuto terapia chirurgica ‘upfront’. La radioterapia post-operatoria è stata offerta ai pazienti di entrambi i bracci se erano state identificate caratteristiche di rischio patologico. Endpoint co-primari erano la manifestazione di recidiva loco-regionale o a distanza e la morte. Nei 198 pazienti arruolati, dopo un follow-up mediano di 11.5 anni, non è stata osservata differenza nell’incidenza di recidiva loco-regionale tra il gruppo trattato con la chemioterapia e quello di controllo (p = 0.6337) o nello sviluppo di metastasi a distanza (p = 0.1527) e nemmeno sulla sopravvivenza globale (OS; p = 0.3402). I pazienti che mostravano risposta patologica completa (pCR) avevano maggiori probabilità di sopravvivenza di quelli che non avevano risposto al trattamento (OS a 10 anni: 76.2 vs 41.3%; p = 0.0004). Le tossicità tardive nei pazienti seguiti per un follow-up minimo di 60 mesi (42 in ciascun gruppo) erano simili tra i due bracci, eccetto che per fibrosi (incidenza cumulativa: 40 vs 22%, rispetto al braccio trattato con chemioterapia) e disfagia di grado 2 (14 vs 5%). In conclusione, il follow-up prolungato di questo studio randomizzato ha confermato l’assenza di un beneficio di sopravvivenza nel tumore avanzato del cavo orale con il trattamento chemioterapico pre-operatorio. La tossicità tardiva era simile nei due bracci eccetto che per fibrosi e disfagia, che erano meno frequenti nel braccio randomizzato alla chemioterapia. Tuttavia, il beneficio di sopravvivenza nei pazienti che hanno ottenuto risposta patologica completa è stato mantenuto.
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