giovedì, 29 settembre 2022
Medinews
8 Aprile 2014

CHEMIOTERAPIA NELLA RECIDIVA ISOLATA LOCOREGIONALE DI TUMORE MAMMARIO: STUDIO RANDOMIZZATO CALOR

La chemioterapia adiuvante dovrebbe essere raccomandata alle pazienti con recidiva isolata locoregionale (ILRR), completamente resecata, del tumore mammario specialmente se questa è negativa ai recettori ormonali per estrogeni (ER-negativa). Le pazienti che presentano ILRR sono ad alto rischio di metastasi a distanza e di morte per il tumore della mammella e i ricercatori dell’International Breast Cancer Study Group (IBCSG) e National Surgical Adjuvant Breast and Bowel Project (NSABP), coinvolti nello studio CALOR, hanno cercato di stabilire se la chemioterapia adiuvante fosse in grado di migliorare l’outcome’ di queste pazienti. Lo studio CALOR era uno studio pragmatico, randomizzato, aperto, al quale sono state arruolate pazienti con ILRR, confermata istologicamente e completamente escissa, dopo diagnosi di tumore mammario unilaterale, sottoposte a mastectomia o quadrantectomia con margini chirurgici chiari e definiti. Le pazienti eleggibili sono state arruolate in vari centri ospedalieri nel mondo e randomizzate (1:1) centralmente a chemioterapia (scelta dall’investigatore; raccomandando la chemioterapia multifarmaco per almeno 4 cicli) o nessun trattamento, a blocchi scambiati, e stratificate secondo il precedente tipo di chemioterapia, lo stato dei recettori per gli estrogeni e per il progesterone e localizzazione della ILRR. Le pazienti con ILRR con recettori ormonali positivi per estrogeni (ER-positiva) hanno ricevuto terapia endocrina adiuvante; la radioterapia era raccomandata alle pazienti con margini chirurgici coinvolti microscopicamente, mentre la terapia anti-HER2 era opzionale. Endpoint primario era la sopravvivenza libera da malattia. Tutte le analisi sono state condotte secondo ‘intention-to-treat’. Tra il 22 agosto 2003 e il 31 gennaio 2010, 85 pazienti sono state randomizzate alla chemioterapia, mentre 77 non hanno ricevuto il trattamento. Lo studio pubblicato sulla rivista The Lancet Oncology (leggi abstract) ha evidenziato che, a un follow-up mediano di 4.9 anni (IQR: 3.6 – 6.0), 24 pazienti (28%) nel gruppo randomizzato alla chemioterapia avevano manifestato eventi di sopravvivenza libera da malattia, rispetto a 34 (44%) tra quelle che non l’hanno ricevuta. La sopravvivenza libera da malattia a 5 anni è risultata pari al 69% (IC 95%: 56 – 79) nelle pazienti randomizzate alla chemioterapia e al 57% (IC 95%: 44 – 67) nel gruppo non trattato (hazard ratio 0.59, IC 95%: 0.35 – 0.99; p = 0.046). La chemioterapia adiuvante è risultata significativamente più efficace nelle donne con ILRR con recettori ormonali negativi per estrogeni (ER-negativa) (p interazione = 0.046), ma le analisi della sopravvivenza libera da malattia, secondo lo stato dei recettori per gli estrogeni nel tumore primario, non sono risultate statisticamente significative (p interazione = 0.43). Delle 81 pazienti sottoposte al trattamento chemioterapico, 12 (15%) hanno manifestato eventi avversi gravi. I più comuni erano neutropenia, neutropenia febbrile e infezione intestinale. In conclusione, la chemioterapia adiuvante dovrebbe essere raccomandata alle pazienti con recidiva isolata locoregionale, completamente resecata, del tumore mammario, specialmente se è negativa ai recettori ormonali per estrogeni (ER-negativa).
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