sabato, 2 luglio 2022
Medinews
7 Giugno 2012

CHEMIOTERAPIA METRONOMICA NEL CARCINOMA EPATICO PRIMARIO AVANZATO

La terapia a bassa dose è efficace e ben tollerata nel trattamento palliativo dei pazienti che presentano trombosi portale maggiore

La chemioterapia metronomica a basso dosaggio prevede la somministrazione frequente di dosi relativamente basse di agenti citotossici senza lunghe sospensioni. Questo trattamento può risultare efficiente e meno tossico della terapia convenzionale somministrata alla massima dose tollerata. Lo studio pubblicato sulla rivista Korean Journal of Hepatology (leggi abstract originale) ha valutato l’applicabilità e l’efficacia terapeutica della chemioterapia metronomica in pazienti con carcinoma epatico avanzato che presentano trombosi maggiore della vena porta (PVT). I ricercatori coreani della Pusan National University College of Medicine, di Busan in Corea del Sud hanno somministrato prospettivamente a 30 pazienti consecutivi con epatocarcinoma e PVT maggiore, che presentavano o no metastasi extraepatiche, chemioterapia metronomica costituita da epirubicina attraverso infusione in arteria epatica alla dose di 30 mg/superficie corporea (BSA) ogni 4 settimane associata a cisplatino (15 mg/BSA) e 5-fluorouracile (50 mg/BSA) ogni settimana per 3 settimane consecutive e una di intervallo. La risposta al trattamento è stata determinata utilizzando i criteri di valutazione della risposta nei tumori solidi (RECIST). Ai 30 pazienti dello studio sono stati somministrati in totale 116 cicli di chemioterapia metronomica, con una mediana di 3 cicli per ogni singolo paziente (range: 1 – 15). Sei pazienti (20.0%) hanno ottenuto risposta parziale e sei (20.0%) stabilizzazione della malattia. Il tempo mediano alla progressione della malattia e la sopravvivenza globale sono risultati rispettivamente di 63 giorni (range: 26 – 631) e 162 giorni (intervallo di confidenza 95%: 62 – 262). La sopravvivenza globale è stata significativamente associata al livello basale di alfa-fetoproteina (p = 0.001) e alla risposta tumorale (p = 0.005). Il livello basale di alfa-fetoproteina è stato significativamente associato al tasso di controllo della malattia (p = 0.007). Gli eventi avversi erano tollerabili e gestiti con successo attraverso trattamento conservativo. In conclusione, lo studio conferma l’efficacia e la sicurezza della chemioterapia metronomica nel trattamento palliativo dei pazienti con carcinoma epatico che presentano trombosi maggiore alla vena porta.


Liver Cancer Newsgroup – Numero 5 – Giugno 2012
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