Medinews
10 Giugno 2014

CHEMIOTERAPIA DI SECONDA LINEA NEL TUMORE DELLE VIE BILIARI IN STADIO AVANZATO: REVISIONE SISTEMATICA

Il tumore delle vie biliari è notoriamente chemio-sensibile. Non esiste tuttavia sufficiente evidenza (livello C) per raccomandare una schedula di chemioterapia di seconda linea nel tumore delle vie biliari in stadio avanzato (ABC), sebbene i dati disponibili suggeriscano che almeno una coorte di pazienti potrebbe trarne beneficio. Lo studio randomizzato NCRN ABC-02 di fase III ha fornito evidenza di livello A della chemioterapia di prima linea con la combinazione di cisplatino e gemcitabina nel tumore avanzato delle vie biliari. La revisione sistematica della letteratura, pubblicata sulla rivista Annals of Oncology (leggi testo), aveva lo scopo di valutare il livello di evidenza per l’uso della chemioterapia di seconda linea nei pazienti con tumore delle vie biliari in stadio avanzato, in termini di sopravvivenza globale (OS), risposta, tossicità e qualità di vita. I ricercatori del Christie NHS Foundation Trust, Manchester Academic Health Sciences Centre, hanno identificato gli studi eleggibili per la revisione dai database di MEDLINE, ASCO, ESMO e World Gastrointestinal Congress. Le ricerche nei database sono state aggiornate al 15 dicembre 2013. Gli studi eleggibili riportavano i dati di sopravvivenza e/o risposta dei pazienti con tumore delle vie biliari in stadio avanzato che avevano ricevuto chemioterapia sistemica di seconda linea. Questa revisione sistematica è stata registrata nel database PROSPERO. Gli autori hanno identificato 558 studi dalla ricerca nei database di MEDLINE (n = 342), ASCO (n = 160), ESMO (n = 27) e World Gastrointestinal Congress (n = 29). Di questi, 25 studi sono risultati eleggibili per la revisione sistematica: 14 studi clinici di fase II, 9 analisi retrospettive e 2 casi clinici. In totale, sono stati riportati i dati di 761 pazienti, con un numero mediano di 22 pazienti per studio (range: 9 – 96). La OS media (endpoint primario) è risultata pari a 7.2 mesi (intervallo di confidenza [IC] 95%: 6.2 – 8.2) (studi di fase II: 6.6 mesi, IC 95%: 5.1 – 8.1; analisi retrospettive: 7.7 mesi, IC 95%: 6.5 – 8.9). Le medie di sopravvivenza libera da progressione (PFS), tasso di risposta (RR) e percentuale di controllo della malattia (DCR, comprendente risposta parziale, risposta completa e stabilizzazione della malattia) erano rispettivamente 3.2 mesi (IC 95%: 2.7 – 3.7), 7.7% (IC 95%: 4.6 – 10.9) e 49.5% (IC 95%: 41.4 – 57.7). Le migliori correlazioni erano tra OS e PFS (r = 0.54; p = 0.01) e tra OS e RR (r = 0.34; p = 0.16). In conclusione, il tumore delle vie biliari è notoriamente chemio-sensibile. Esiste però insufficiente evidenza (livello C) per raccomandare una schedula di chemioterapia di seconda linea per il tumore in stadio avanzato, sebbene i dati disponibili suggeriscano che una coorte di pazienti potrebbe beneficiare del trattamento. Ulteriori studi prospettici e randomizzati sono quindi necessari per chiarire il valore relativo della chemioterapia di seconda linea in questo ambito.
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