Medinews
10 Dicembre 2012

CHEMIOTERAPIA ADIUVANTE POST-OPERATORIA IN PAZIENTI CON TUMORE RETTALE IN STADIO II/III TRATTATI CON TERAPIA NEO-ADIUVANTE

Un’analisi del National Comprehensive Cancer Network (NCCN) ha suggerito che anche in centri oncologici specializzati una consistente minoranza di pazienti con tumore rettale, trattati con chemio-radioterapia neo-adiuvante, a intento curativo, non completa la chemioterapia post-operatoria. Sono, dunque, necessarie strategie per facilitare il completamento di questo terzo e ultimo componente della cura. Le linee guida pratiche raccomandano che i pazienti, che ricevono chemioterapia neo-adiuvante e irradiazione per il tumore rettale localmente avanzato, completino la chemioterapia sistemica adiuvante post-operatoria, indipendentemente dall’osservazione di ‘downstaging’ del tumore. Il database del NCCN sul cancro colorettale che segue longitudinalmente le cure dei pazienti trattati in 8 centri oncologici specializzati statunitensi è stato utilizzato per valutare quanto di frequente i pazienti con tumore del retto, trattati con chemioterapia neo-adiuvante, ricevevano anche chemioterapia sistemica post-operatoria. Le caratteristiche dei pazienti e dei tumori sono state esaminate con modello di regressione logistica multivariata. Nello studio pubblicato sulla rivista Journal of Clinical Oncology (leggi abstract), tra settembre 2005 e dicembre 2010, sono stati arruolati 2073 pazienti con tumore rettale allo stadio II/III e inseriti nel database. Di questi, 1193 trattati con chemioterapia neo-adiuvante sono stati inclusi nell’analisi, compresi 203 pazienti che non ricevevano alcuna chemioterapia adiuvante. In quelli visitati da un oncologo, la chemioterapia veniva principalmente sconsigliata per le comorbilità (25 su 50, 50%), mentre la ragione più frequente di non assunzione del trattamento, nonostante questo fosse raccomandato o consigliato, era il rifiuto del paziente (54 su 74, 73%). Dopo correzione per i criteri NCCN Cancer Center e per lo stadio clinico TNM in un modello logistico multivariato, i fattori associati in modo significativo alla non assunzione della chemioterapia adiuvante erano età, performance status ECOG (Eastern Cooperative Oncology Group) ≥ 1, assistenza nell’ambito di Medicare o stato di indigenza (rispetto all’assicurazione sanitaria privata), risposta patologica completa, presenza di re-intervento e infezione della ferita e non chiusura dell’ileostomia o della colostomia. In conclusione, anche in centri oncologici specializzati, un’ampia minoranza di pazienti con tumore rettale, trattati con chemio-radioterapia neo-adiuvante con intento curativo, non completa il trattamento chemioterapico post-operatorio. Sono quindi necessarie strategie volte a facilitare il completamento di questa terza e ultima fase del trattamento curativo.
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