domenica, 5 febbraio 2023
Medinews
8 Giugno 2010

CHEMIOTERAPIA ADIUVANTE NEL CANCRO GASTRICO OPERABILE

La chemioterapia post-operatoria adiuvante con regimi contenenti fluorouracile è stata associata nella meta-analisi condotta da ricercatori afferenti al gruppo GASTRIC (Global Advanced/Adjuvant Stomach Tumor Research International Collaboration) ad un ridotto rischio di morte nei pazienti con tumore allo stomaco, rispetto alla sola procedura chirurgica. Malgrado la resezione del tumore gastrico sia una terapia potenzialmente curativa, la mortalità per recidiva raggiunge il 50-90% dei pazienti. Molti studi clinici randomizzati avevano valutato l’efficacia della sola terapia chirurgica rispetto alla chemioterapia adiuvante, ma ancora mancavano evidenze conclusive. I ricercatori hanno condotto una meta-analisi per paziente degli studi randomizzati individuati al fine di quantificare il potenziale beneficio della chemioterapia dopo resezione chirurgica completa (da sola) in termini di sopravvivenza globale e libera da malattia, e analizzato ulteriormente il ruolo dei vari regimi, inclusa la mono-chemioterapia, la chemioterapia combinata contenente derivati del fluorouracile, mitomicina C e altre terapie non contenenti antracicline, la chemioterapia combinata contenente derivati del fluorouracile, mitomicina C e antracicline, o altri trattamenti. I dati dagli studi clinici randomizzati che comparavano chemioterapia adiuvante alla sola procedura chirurgica in pazienti con cancro gastrico resecabile sono stati ricavati dai risultati della ricerca in MEDLINE (fino al 2009), nel Cochrane Central Register of Controlled Trials, nel National Institutes of Health trial registry e nelle pubblicazioni degli atti relativi a importanti congressi oncologici e sul cancro gastrointestinale. L’eleggibilità degli studi clinici randomizzati includeva la sospensione del reclutamento dei pazienti prima del 2004. I trial che valutavano la radioterapia, la chemioterapia neoadiuvante, peri-operatoria o intraperitoneale, o l’immunoterapia sono stati esclusi. Gli studi clinici eleggibili identificati erano 31 (6390 pazienti). Al 2010, i dati individuali dei pazienti disponibili erano quelli relativi a 17 studi (3838 pazienti che rappresentano il 60% dei dati) con un follow-up mediano che superava i 7 anni. Si sono verificati 1000 decessi tra i 1924 pazienti assegnati alla chemioterapia e 1067 decessi tra i 1857 pazienti assegnati alla sola chirurgia. La chemioterapia adiuvante è stata associata a un beneficio statisticamente significativo in termini di sopravvivenza globale (hazard ratio [HR] 0.82, intervallo di confidenza [IC] 95%: 0.76 – 0.90; p < 0.001) e sopravvivenza libera da malattia (HR 0.82, IC 95%: 0.75 – 0.90; p < 0.001). Lo studio pubblicato nel Journal of the American Medical Association (leggi abstract originale), inoltre, non ha evidenziato alcuna eterogeneità significativa sulla sopravvivenza globale tra i vari studi identificati (p = 0.52) o i 4 regimi di trattamento adiuvante (p = 0.13). La sopravvivenza globale a 5 anni è infine aumentata dal 49.6% al 55.3% con l’uso della chemioterapia.
TORNA INDIETRO