Medinews
17 Marzo 2014

CHEMIOTERAPIA ADIUVANTE IN PAZIENTI ANZIANI CON TUMORE DEL PANCREAS

I pazienti più anziani di 70 anni hanno una probabilità più bassa di ricevere la terapia adiuvante, sebbene questa sia associata a un ‘outcome’ migliore. La chemioterapia adiuvante favorisce la sopravvivenza dei pazienti con tumore del pancreas dopo resezione chirurgica. I pazienti più anziani, tuttavia, sono sotto-rappresentati negli studi clinici di fase III e di conseguenza l’efficacia della terapia adiuvante in questi pazienti con tumore pancreatico non è chiara. Ricercatori australiani, in collaborazione con i colleghi dell’Università di Glasgow, hanno valutato l’uso e l’efficacia della chemioterapia adiuvante nei pazienti più anziani con tumore pancreatico. Lo studio pubblicato sulla rivista British Journal of Cancer (leggi testo) ha esaminato una coorte di comunità di 439 pazienti con diagnosi di adenocarcinoma duttale del pancreas che erano stati sottoposti a resezione in centri associati all’Australian Pancreatic Cancer Genome Initiative. L’età mediana della coorte era 67 anni e globalmente solo il 47% dei pazienti ha ricevuto terapia adiuvante. I pazienti che hanno ricevuto chemioterapia adiuvante erano prevalentemente più giovani, avevano tumore in stadio più avanzato, un maggiore coinvolgimento linfonodale e maggiore evidenza di invasione perineurale rispetto al gruppo che non ha ricevuto il trattamento adiuvante. Globalmente, la chemioterapia adiuvante è stata associata a un prolungamento della sopravvivenza (mediana: 22.1 vs 15.8 mesi; p < 0.0001). I pazienti più anziani (età ≥ 70 anni) avevano più basse probabilità di ricevere la chemioterapia adiuvante (51.5 vs 29.8%; p < 0.0001). Questi stessi pazienti, hanno mostrato un ‘outcome’ particolarmente sfavorevole quando non è stata somministrata la terapia adiuvante (sopravvivenza mediana: 13.1 mesi; HR 1.89, IC 95%: 1.27 – 2.78; p = 0.002). In conclusione, i pazienti di età ≥ 70 anni hanno meno probabilità di ricevere la terapia adiuvante sebbene questa sia stata associata a un migliore ‘outcome’. Un maggiore utilizzo di questa terapia nei più anziani deve essere dunque incoraggiato perché essi costituiscono un’ampia proporzione dei pazienti con tumore pancreatico.
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