mercoledì, 1 febbraio 2023
Medinews
27 Settembre 2010

CHEMIOTERAPIA ADIUVANTE DOPO RESEZIONE DEL TUMORE AL PANCREAS

Secondo uno studio pubblicato nel Journal of the American Medical Association (leggi abstract originale) l’uso di fluorouracile e acido folinico rispetto a gemcitabina in chemioterapia adiuvante non porta a sostanziali differenze in termini di sopravvivenza globale nei pazienti con tumore pancreativo dopo resezione chirurgica. Studi recenti avevano mostrato benefici del trattamento adiuvante con fluorouracile dopo la resezione. D’altra parte anche gemcitabina è notoriamente efficace nello stadio avanzato della malattia, così come anche nei pazienti sottoposti a resezione chirurgica. Il trial dell’European Study Group for Pancreatic Cancer (ESPAC)-3 è uno studio di fase 3, in aperto, randomizzato e controllato condotto su 159 centri oncologici specialistici in Europa, Australasia, Giappone e Canada. Nella versione 2 di ESPAC-3 sono stati inclusi 1088 pazienti con adenocarcinoma duttale pancreatico sottoposti a resezione chirurgica. I pazienti sono stati arruolati nel periodo luglio 2000 – gennaio 2007 e seguiti per un periodo di follow-up di 2 anni. I pazienti sono stati randomizzati ad acido folinico (20 mg/m2 in bolo e.v.) seguito da fluorouracile (425 mg/m2 in bolo e.v. ai giorni 1-5 ogni 4 settimane) (n = 551) oppure gemcitabina (1000 mg/m2 in infusione e.v. una volta a settimana per 3 settimane ogni 4) (n = 537) per 6 mesi. Dopo un follow-up di 2 anni è stato valutato come endpoint primario la sopravvivenza globale e come endpoint secondari la tossicità, la sopravvivenza libera da progressione e la qualità di vita. L’analisi finale ‘intention-to-treat’ dei dati ha evidenziato, dopo un follow-up mediano di 34.2 mesi (range interquartile: 27.1 – 43.4) durante i quali si sono verificati 753 decessi (69%), una sopravvivenza mediana di 23.0 mesi (intervallo di confidenza [IC] 95%: 21.1 – 25.0) nel gruppo di pazienti trattati con fluorouracile e acido folinico e di 23.6 mesi (IC 95%: 21.4 – 26.4) in quelli trattati con gemcitabina (chi2 = 0.7; p = 0.39; hazard ratio 0.94, IC 95%: 0.81 – 1.08). Settantasette pazienti (14%) che hanno ricevuto fluorouracile e acido folinico hanno manifestato eventi avversi gravi legati al trattamento (97 complessivi), rispetto a 40 pazienti (7.5%) trattati con gemcitabina (52 complessivi) (p < 0.001). Non sono state osservate differenze significative sia sulla sopravvivenza libera da progressione che sui punteggi globali della qualità di vita tra i due gruppi di trattamento.
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