domenica, 3 luglio 2022
Medinews
30 Aprile 2012

CHEMIOTERAPIA A INTENSITÀ RIDOTTA E RADIOTERAPIA GUIDATA DA PET NEL LINFOMA DI HODGKIN IN STADIO AVANZATO

Il trattamento costituito da 6 cicli di BEACOPPescalated (bleomicina, etoposide, doxorubicina, ciclofosfamide, vincristina, prednisone e dacarbazina) e seguito da radioterapia, guidata da PET, sembra più efficace e meno tossico di 8 cicli dello stesso regime chemioterapico ed è quindi proposto come trattamento di scelta per lo stadio avanzato del linfoma di Hodgkin. L’intensità della chemioterapia e la necessità di aggiungere la radioterapia nei pazienti con linfoma di Hodgkin in stadio avanzato sono modalità non ancora chiare. I ricercatori del German Hodgkin Study Group, Swiss Group for Clinical Cancer Research e Österreichische Arbeitsgemeinschaft für Klinische Pharmakologie und Therapie, hanno condotto uno studio prospettico randomizzato che ha comparato due varianti di chemioterapia a intensità ridotta con un precedente regime standard. Alla chemioterapia è seguita la radioterapia guidata da PET. In questo studio multicentrico, di non inferiorità, a gruppi paralleli, in aperto (HD15), 2182 pazienti con nuova diagnosi di linfoma di Hodgkin in stadio avanzato, di età compresa tra 18 e 60 anni, sono stati randomizzati a 8 cicli di BEACOPPescalated (gruppo 8xBesc) oppure 6 cicli di BEACOPPescalated (gruppo 6xBesc) o 8 cicli BEACOPP14 (gruppo 8xB14). La randomizzazione (1:1:1) era centralizzata, stratificata con minimizzazione. La non inferiorità dell’endpoint primario (libertà dal fallimento del trattamento) è stata valutata utilizzando intervalli di confidenza (IC) ripetuti degli hazard ratio (HR) secondo il principio ‘intention-to-treat’. I pazienti, che dopo la chemioterapia mostravano massa persistente di almeno 2.5 cm e risultavano positivi alla PET, hanno ricevuto anche radioterapia (30 Gy). Il valore predittivo negativo di recidiva del tumore della PET a 12 mesi costituiva un endpoint indipendente. Dei 2182 pazienti arruolati nello studio pubblicato sulla rivista The Lancet (leggi abstract originale), 2126 sono stati inclusi nell’analisi ‘intention-to-treat’ e precisamente 705 nel gruppo 8xBesc, 711 nel gruppo 6xBesc e 710 nel gruppo 8xB14. La libertà dal fallimento del trattamento è risultata non inferiore, in sequenza, per i gruppi 6xBesc e 8xB14, rispetto a 8xBesc. I tassi di libertà dal fallimento del trattamento a 5 anni erano 84.4% (IC 97.5%: 81.0 – 87.7) nel gruppo 8xBesc, 89.3% (IC 97.5%: 86.5 – 92.1) nel gruppo 6xBesc e 85.4% (IC 97.5%: 82.1 – 88.7) nel gruppo 8xB14 (differenza tra 6xBesc e 8xBesc, IC 97.5%: 0.5 – 9.3). La sopravvivenza globale nei tre gruppi è risultata rispettivamente del 91.9, 95.3 e 94.5% ed era significativamente migliore con 6xBesc che con 8xBesc (IC 97.5%: 0.2 – 6.5). Il gruppo 8xBesc ha mostrato una mortalità più alta (7.5%) di quelli trattati con 6xBesc (4.6%) e 8xB14 (5.2%), principalmente per differenze negli eventi correlati al trattamento (rispettivamente 2.1, 0.8 e 0.8%) e neoplasie secondarie (rispettivamente 1.8, 0.7 e 1.1%). Il valore predittivo negativo della PET a 12 mesi è risultato 94.1% (IC 95%: 92.1 – 96.1) e 225 dei 2126 pazienti (11%) hanno ricevuto anche radioterapia. In conclusione, lo studio indica la terapia BEACOPPescalated somministrata per 6 cicli, seguita da radioterapia guidata da PET, quale trattamento più efficace, in termini di libertà dal fallimento, e meno tossico degli 8 cicli dello stesso regime chemioterapico. Dunque, 6 cicli di Besc dovrebbero essere consigliati come trattamento di scelta nello stadio avanzato del linfoma di Hodgkin. La PET eseguita dopo chemioterapia può aiutare nella scelta della radioterapia addizionale in questo ambito.
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