sabato, 20 luglio 2024
Medinews
17 Settembre 2013

CETUXIMAB: ANCORA OPZIONE PER IL TRATTAMENTO DEL TUMORE AL PANCREAS?

Nella revisione pubblicata sulla rivista Expert Opinion on Biological Therapy (leggi abstract), oncologi dell’ospedale universitario, Università Politecnica delle Marche di Ancona, hanno analizzato la letteratura più recente su cetuximab per chiarire il suo ruolo nel trattamento del tumore pancreatico. Gemcitabina, in monoterapia, è stato lo standard di trattamento per più di quindici anni nel tumore in stadio avanzato e tutti i tentativi per migliorare i risultati combinando questo farmaco con molti altri, come fluorouracile, cisplatino, irinotecan, oxaliplatino o pemetrexed, non hanno prodotto un evidente beneficio di sopravvivenza. Recentemente, tuttavia, nuovi regimi di combinazione chemioterapica (ad esempio, FOLFIRINOX, nab-paclitaxel e gemcitabina) hanno ottenuto un significativo beneficio di sopravvivenza rispetto alla monoterapia con gemcitabina. Questa revisione ha esaminato lo stato della glicoproteina transmembrana EGFR (Epidermal Growth Factor Receptor), che viene iper-espressa nel tumore del pancreas, e la sua correlazione con la malattia in stadio più avanzato, con una bassa sopravvivenza e con la presenza di metastasi. Quindi, l’inibizione della via del segnale EGFR potrebbe rappresentare un’attraente target terapeutico per questo tumore. Sebbene varie combinazioni di inibitori di EGFR con la chemioterapia abbiano mostrato inibizione dell’angiogenesi indotta dal tumore, apoptosi delle cellule tumorali e regressione in modelli di xenotrapianto, questi benefici devono essere ancora confermati. Gli esperti, infine, affermano che i risultati incoraggianti, ottenuti con studi preclinici e clinici iniziali con cetuximab nel tumore del pancreas, non sono stati confermati in uno studio di fase III: l’anticorpo monoclonale non ha mostrato migliorare l’outcome’ dei pazienti quando associato a vari regimi chemioterapici e/o ad altri agenti biologici.
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