sabato, 28 gennaio 2023
Medinews
11 Gennaio 2010

CELLULE ENDOTELIALI CIRCOLANTI QUALI MARCATORI DEL CARCINOMA RENALE

Ogni anno il carcinoma renale è responsabile di elevata mortalità nella popolazione. Se da un lato, la malattia viene diagnosticata precocemente, dall’altro, la prognosi rimane ancora una sfida. Gli indicatori prognostici attualmente considerati, come lo stadio TNM, il grado Fuhrman e il sottotipo istologico, sono inadeguati. E, diversamente da altre neoplasie maligne, per il carcinoma renale non esistono al momento biomarcatori per la stratificazione dei pazienti in classi di rischio alto, intermedio o basso per lo sviluppo di metastasi. Anche la terapia anti-angiogenica, attualmente offerta ai pazienti con malattia metastatica, non è supportata da biomarcatori che permettano di verificare l’efficacia del trattamento. Recentemente, l’attenzione è stata focalizzata verso marcatori ‘surrogato’ della vascolarizzazione tumorale come origine di biomarcatori prognostici, dato che la crescita tumorale dipende dalla neo-vascolarizzazione. Due popolazioni cellulari, le cellule endoteliali circolanti (CEC) e le cellule progenitrici endoteliali circolanti (CEP), sono state confermate in vari studi contribuire alla vascolarizzazione del tumore. In seguito a queste osservazioni sono stati condotti studi che hanno esaminato la loro utilità come biomarcatori prognostici correlandone i livelli con la sopravvivenza libera da progressione e con determinanti prognostici come il volume e il carico tumorale. Tuttavia, il loro ruolo nella previsione della prognosi del carcinoma renale, così come il loro potenziale quali marcatori dell’efficacia del trattamento nel carcinoma renale metastatico, rimane da stabilire. Gli studi condotti sulle CEC e CEP in ambito tumorale sono stati esaminati in questa recensione pubblicata nella rivista Urological Oncology (leggi abstract originale).
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