venerdì, 27 novembre 2020
Medinews
16 Aprile 2012

CASSAZIONE: IL MEDICO DEVE PRODIGARSI, NON SOLO ELARGIRE CONSIGLI

Un camicie bianco non deve limitarsi a “consigliare” una struttura al paziente: “deve prodigarsi anche se non può erogare la prestazione richiesta, facendo tutto quello che è nelle sue capacità per la salvaguardia dell’integrità dell’assistito”. E’ quanto sostiene la Quarta Sezione Penale della Cassazione che ha convalidato la responsabilità per colpa generica e specifica, nei confronti di un gruppo di medici in relazione alla morte di un 19enne. Il giovane era deceduto a Lagonegro il 15 luglio del 2004 in seguito ad un grave shock settico e stasi ematica acuta. Quanto alla responsabilità del medico curante la Suprema Corte ha ritenuto “gravemente negligente la sua condotta di fornire un “mero” consiglio all’accompagnamento in ospedale del giovane, senza assicurarsi che i medici di destinazione fossero informati in modo preciso della gravità della situazione e a supporto fosse trasmessa un’adeguata documentazione medica”. La Cassazione ha così ricordato come “una volta che un paziente si presenta presso una struttura medica chiedendo l’erogazione di una prestazione professionale, il camicie bianco, in virtù del “contratto sociale”, assume una posizione di garanzia e tutela della sua salute”.
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