martedì, 4 ottobre 2022
Medinews
28 Ottobre 2014

CARMINE PINTO: “ECCO L’AIOM CHE VOGLIO SIAMO LA GRANDE CASA COMUNE DELL’ONCOLOGIA”

Carmine Pinto è il nuovo presidente nazionale dell’AIOM. Il passaggio di consegne con Stefano Cascinu è avvenuto nel corso del XVI congresso nazionale che si è svolto a Roma dal 24 al 26 ottobre. “Nel prossimo anno – afferma Pinto -, intendo continuare il programma di Stefano Cascinu, a cui va il mio ringraziamento personale e di tutti i soci AIOM per quanto realizzato in questo triennio. Non deve essere dimenticato il momento critico da cui siamo partiti. La prematura scomparsa di Marco Venturini. Prendo in consegna un’Associazione in perfetta salute e con tanta voglia di crescere. Siamo la più importante e numerosa società europea attiva negli organismi del Vecchio Continente e con rilevante produzione scientifica e di ricerca”. “È essenziale – spiega Pinto – che sia sempre più continua e integrata la collaborazione con tutta la famiglia dell’oncologia: AIOM come la ‘grande casa comune’. Mi riferisco ai colleghi del CIPOMO e COMU, con cui abbiamo diverse e rilevanti aree di azione da condividere in ambito organizzativo e formativo (programmi, specializzazione) per gli oncologi di domani. Senza dimenticare il link con le altre società scientifiche, in primis con i cugini oncologi radioterapisti dell’AIRO. Negli ultimi mesi abbiamo assistito con preoccupazione al rischio di vedere la nostra specialità ridotta a quattro anni, contravvenendo alla Direttiva Europea che fissa invece in un quinquennio il periodo di formazione. Non è sostenibile l’idea di ricondurre l’oncologia all’interno della medicina interna. Va riconosciuto il carattere multidisciplinare della nostra specialità. Una prima azione è rafforzare l’asse istituzionale, a tutti i livelli. I tagli lineari rappresentano un danno per l’intera sanità italiana. Fra i più urgenti provvedimenti, vi è una vera implementazione delle reti oncologiche regionali per integrare tutte le professionalità, gli strumenti e le competenze coinvolti nella gestione del problema cancro, così da condurre il paziente attraverso le diverse fasi di malattia senza soluzione di continuità, e soprattutto assicurare un’omogeneità territoriale delle cure e la diffusione capillare di elevati standard di qualità. La ricaduta in termini di efficacia ed efficienza è immediata. La presenza di AIOM nella programmazione di questi network dovrà essere puntuale e costante per il background scientifico e clinico e per la visione strategica che la nostra Associazione propone. In quest’ambito va considerata l’appropriatezza dei processi assistenziali, che non può semplicisticamente limitarsi ai farmaci, ma deve intervenire nell’insieme delle procedure diagnostiche e di trattamento. Le aree di priorità sono costituite, innanzitutto, da educazione, formazione e prevenzione. L’aggiornamento indipendente con i corsi deve rappresentare la base della formazione dei professionisti. Con ricadute positive in termini di appropriatezza terapeutica, come testimoniato da strumenti come le linee guida costantemente aggiornate. AIOM dovrà proseguire il suo impegno per l’indipendenza culturale e di pensiero nella formazione, favorendo l’integrazione tra conoscenze biologiche, ricerca e buona pratica clinica. Da sempre inoltre la nostra società scientifica è e sara’ impegnata in prima linea in campagne di sensibilizzazione sugli stili di vita corretti, a tutte le fasce di popolazione ma in particolare ai giovani.” In secondo luogo, la caratterizzazione bio-molecolare dei tumori in funzione della definizione prognostica e della personalizzazione delle terapie. È una realtà in continua crescita, che richiede un rimodellamento culturale e organizzativo . Proseguiremo insieme alla SIAPEC-IAP nei programmi per la standardizzazione, definizione di appropriatezza clinica e metodologica dei test bio-molecolari e nei controlli di qualità nazionali”. “Abbiamo realizzato le raccomandazioni per i test di biologia molecolare ad indicazione clinica. Il nostro obiettivo è garantire l’accesso a test molecolari validati per i pazienti in tutte le regioni del Paese, e, in questa prospettiva, svilupperemo il nostro impegno per la realizzazione di un network e di registri nazionali”. In terzo luogo, l’assistenza ai pazienti oncologici deve prevedere la continuità di cura, che interessa trasversalmente tutte le diverse fasi della malattia. L’AIOM dovrà con forza proseguire nel suo impegno culturale, scientifico e clinico per la continuità di cura in oncologia, come dichiarato nel nostro documento di Consensus elaborato dalla Conferenza di Roma del settembre 2013”. Il presidente ricorda inoltre l’altro grande “pilastro”: il rapporto con i pazienti. Sempre di più intensificheremo la nostra collaborazione con le associazioni del volontariato oncologico. Abbiamo in particolare sviluppato una sinergia strutturata con la FAVO che ha portato, fra gli altri risultati, alla nascita dell’Osservatorio Permanente sulla Condizione Assistenziale dei Malati Oncologici ed ai relativi rapporti. Queste collaborazioni sono imprescindibili per poter agire con maggior peso e determinazione nei confronti delle Istituzioni ed avere un’unica voce a tutela dei diritti e delle esigenze dei malati di cancro. Anche il rapporto con Fondazione AIOM si consolida con nuove borse di studio. Equità nell’accesso ai farmaci oncologici, valutazioni registrative, definizione dei criteri di “innovatività”, tempi di registrazione dei farmaci e sostenibilità economica: gli oncologi italiani non si sono mai sottratti all’impegno di garantire in tutte le regioni del nostro Paese le cure più adeguate e la compatibilità con le risorse del Sistema Sanitario Nazionale. AIOM – ha concluso Pinto – non farà mancare il suo intervento per la valutazione dell’efficacia clinica di un nuovo farmaco, considerata sempre nell’ambito della strategia terapeutica per la singola patologia neoplastica, in collaborazione con le Istituzioni nazionali e regionali. In quest’ambito, come confermato nella vicenda dei registri AIFA, saremo impegnati nella definizione e semplificazione delle procedure registrative e amministrative, che sovraccaricano le nostre Oncologie con rilevante impatto sui tempi dedicati all’attività clinica. Da ottobre è prevista un’impostazione strutturale per raggiungere questi obiettivi, con uffici fissi dell’AIOM dedicati, una segreteria di giovani, perché la società scientifica possa continuare senza interruzione e oscillazioni la sua attività e rispondere alle esigenze dell’oncologia del nostro Paese”.
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