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11 Marzo 2013

CARDIOTOSSICITÀ INDOTTA DA TRASTUZUMAB IN PAZIENTI CON CANCRO MAMMARIO INIZIALE

La cardiotossicità indotta da trastuzumab (TIC) è un evento avverso frequente, anche se generalmente lieve, in clinica pratica. Sebbene la terapia adiuvante con trastuzumab migliori la sopravvivenza nelle pazienti con carcinoma mammario iniziale HER2-positivo, esiste crescente preoccupazione circa l’effetto a lungo termine della TIC. I ricercatori dell’Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio e la Cura dei Tumori di Meldola e dell’Ospedale Bufalini di Cesena hanno valutato retrospettivamente l’incidenza di TIC e scompenso cardiaco (HF) per identificare i possibili fattori di rischio e protettivi. In questo studio retrospettivo, pubblicato sulla rivista Heart (leggi abstract), sono state esaminate 179 pazienti consecutive, che avevano iniziato il trattamento adiuvante con trastuzumab tra il 2007 e il 2010 presso il dipartimento di Oncologia Medica dell’Istituto di Ricerca e Cura di Meldola. La TIC era definita da una riduzione assoluta della frazione di eiezione ventricolare sinistra (LVEF) ≥ 15 punti dal basale o LVEF < 50%. La regressione logistica è stata utilizzata per stimare gli odds ratio (OR) e i relativi intervalli di confidenza (IC) al 95% per valutare il rischio di TIC, considerando i potenziali fattori di rischio cardiaco (ipertensione, ipercolesterolemia, diabete mellito, fumo, ischemia cardiaca e precedente irradiazione al torace) e fattori protettivi (beta-bloccanti, ACE inibitori e/o bloccanti del recettore per l’angiotensina). Tra le 179 pazienti sono stati registrati 78 casi di TIC (44%, IC 95%: 37 – 51) e 4 casi di HF (2%, IC 95%: 0 – 4); 14 pazienti hanno dovuto sospendere il trattamento con il farmaco per la comparsa di TIC. Nessuno dei fattori di rischio cardiaco o dei farmaci cardiovascolari somministrati contemporaneamente ha alterato il rischio di TIC, mentre una precedente dose cumulativa di doxorubicina > 240 mg/m2 o di epirubicina > 500 mg/m2 ha aumentato il rischio di TIC rispetto a dosi più basse (OR 3.07, IC 95%: 1.29 – 7.27; p = 0.0011). In conclusione, la cardiotossicità indotta da trastuzumab è un evento avverso, anche se lieve, frequentemente osservato nella pratica clinica. Ulteriori studi sono tuttavia necessari per meglio definire i fattori di rischio e protettivi che la controllano.
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