giovedì, 30 giugno 2022
Medinews
5 Aprile 2011

CARDIOCHIRURGIA: PROFILASSI ANTIBIOTICA INIZIATA PRIMA POTREBBE PREVENIRE PIU’ INFEZIONI

La profilassi antibiotica perioperatoria iniziata prima delle 24 ore precedenti la chirurgia cardiaca può essere più efficace di quella cominciata successivamente a tale limite, nella prevenzione delle infezioni della ferita sternale. E’ la conclusione principale di una meta-analisi riportata online dagli Annals of Surgery a marzo 2011. Il team composto da Dominik Mertz e colleghi della McMaster University di Hamilton, Ontario, Canada, ha identificato 12 studi randomizzati rilevanti che coinvolgono 7.893 pazienti sottoposti a chirurgia a cuore aperto, per analizzare se la profilassi antibiotica somministrata per meno di 24 ore o per 24 ore e più, abbia influenzato il rischio di infezioni del sito chirurgico sternale. Nell’articolo viene fatto notare che fino al 6% delle operazioni cardiache sono complicate da infezioni di tale ferita. “Le raccomandazioni per la profilassi antibiotica in chirurgia cardiaca variano – scrivono i ricercatori – dalla singola infusione di antibiotici fino a durate di 72 ore. In assenza di ulteriori benefici clinici, le profilassi antibiotiche brevi sono generalmente preferite allo scopo di ridurre costi, tossicità da farmaci, sviluppo di agenti patogeni e di altre complicazioni come infezioni da Clostridium ‘difficile’”. Tuttavia, gli autori notano che i risultati della loro review potrebbero essere falsati dalla presenza di bias di selezione degli studi originali. Inoltre, i regimi antibiotici utilizzati nei trial analizzati erano eterogenei. “Abbiamo ora quindi l’obiettivo di esaminare criticamente la letteratura – affermano i ricercatori – per rispondere alla domanda se la profilassi singola o di breve durata può essere giustificata in cardiochirurgia. Pertanto, almeno in questa fase, non si dovrebbero trarre conclusioni definitive”, ha dichiarato il Dr. Mertz, concludendo che “si rende perciò necessario un trial rigoroso, randomizzato e controllato.

Reuters Health – Annals of Surgery
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