mercoledì, 1 febbraio 2023
Medinews
19 Ottobre 2010

CARCINOMA RENALE IN PAZIENTI DIALIZZATI

La durata dell’emodialisi influenza lo sviluppo del tumore: se superiore a 10 anni è più probabile osservare una componente sarcomatoide con prognosi più sfavorevole

Il carcinoma renale rappresenta una delle più frequenti complicanze nei pazienti sottoposti a emodialisi nel lungo periodo. Tuttavia, l’influenza della durata dell’emodialisi sullo sviluppo del tumore al rene non è stata ancora charita. Lo studio pubblicato nella rivista Nephrology Dialisis Transplantation (leggi abstract originale) ha esplorato la possibile relazione tra durata dell’emodialisi e i diversi tipi di carcinoma renale o la prognosi. I ricercatori giapponesi hanno esaminato 69 pazienti in emodialisi (73 reni in totale) sottoposti a nefrectomia per tumore renale tra il 1991 e il 2008, che sono stati suddivisi in 3 gruppi secondo la durata dell’emodialisi (< 10 anni, tra 10 e 20 anni e > 20 anni). Tutti gli esami istologici sono stati eseguiti senza conoscere gli esiti clinici (in cieco). Per ogni paziente, sono stati raccolti i dati patologici cellulari e i parametri clinici. I pazienti con durata dell’emodialisi < 10 anni hanno mostrato caratteristiche patologiche distinte, che includevano malattia cistica acquisita del carcinoma renale associato al rene. Le percentuali di sopravvivenza libera da malattia in questi pazienti erano statisticamente diverse tra i gruppi (p < 0.05). Il carcinoma renale con componente sarcomatoide è stato osservato nei casi di emodialisi di durata superiore a 10 anni. La percentuale di sopravvivenza libera da malattia di questi pazienti era del 55.9% a 5 anni e del 37.3% a 10 anni. I risultati dello studio indicano quindi l’influenza della durata dell’emodialisi sia sul tipo patologico, che sullo stadio tumorale del carcinoma renale. Una durata di emodialisi superiore a 10 anni può favorire lo sviluppo di carcinomi renali con componente sarcomatoide, che presentano prognosi più sfavorevole. Proprio questi pazienti, quindi, dovrebbero essere sottoposti, secondo gli autori, a più frequenti e accurati esami clinici.


Renal Cancer Newsgroup – Numero 10 – Ottobre 2010
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