sabato, 4 febbraio 2023
Medinews
21 Settembre 2010

CARCINOMA RENALE CROMOFOBO: NUOVO SISTEMA DI CLASSIFICAZIONE DEL GRADO TUMORALE

Il grado tumorale cromofobo permette una migliore valutazione prognostica rispetto al grado Fuhrman e potrà aiutare nella stratificazione dei pazienti a rischio di progressione più alto

Il carcinoma renale di tipo cromofobo è un sottotipo istologico del tumore al rene caratterizzato da prognosi favorevole. Rimane controversa la validità della valutazione del grado tumorale con il metodo Fuhrman che per questo sottotipo sembra non abbia una reale utilità prognostica. Nuclei irregolari, nucleoli prominenti e polimorfismo nucleare sono in genere associati al tipo cromofobo. Da qui, la sovrastima del grado nucleare Fuhrman malgrado l’esito favorevole in gran parte di questi tumori. Nello studio, pubblicato sulla rivista American Journal of Surgical Pathology (leggi abstract originale), l’utilità prognostica del nuovo sistema di gradazione nucleare a 3 strati, nel quale l’atipia nucleare innata del carcinoma renale cromofobo è ridotta, identificato ora come ‘grado tumorale cromofobo’ è stato testato in una serie di 124 casi di carcinoma renale cromofobo e comparato con il grado nucleare Fuhrman. Il grado tumorale cromofobo si basa sulla valutazione dell’affollamento geografico nucleare e dell’anaplasia. La distribuzione del grado nucleare Fuhrman nei casi analizzati era 1% di grado 1, 19% di grado 2, 74% di grado 3 e 6% di grado 4, mentre quella del grado tumorale cromofobo era 74% di grado 1, 16% di grado 2 e 10% di grado 3. Né il grado nucleare Fuhrman, né il grado tumorale cromofobo erano associati significativamente all’età o al sesso del paziente e ai tipi cellulari di carcinoma renale cromofobo, ma entrambi hanno mostrato un’associazione significativa con le dimensioni del tumore. Inoltre, entrambi si associavano positivamente ad un’elevata crescita alveolare, alla necrosi, all’invasione vascolare e allo stadio patologico. Tuttavia, tutte le associazioni tendevano ad essere osservate in tumori con caratteristiche sarcomatoidi. Quando questi tumori sono stati esclusi, rimaneva una forte associazione positiva solo tra il grado tumorale cromofobo e lo stadio patologico. Al contrario, nessuna associazione era osservata tra grado nucleare Fuhrman e stadio dei carcinomi renale cromofobi non sarcomatoidi. Dalla caratterizzazione del carcinoma renale cromofobo con comportamento aggressivo nell’intervallo di tempo intercorso tra la chirurgia e la prima evidenza di metastasi, recidiva locale o morte per la malattia, i ricercatori statunitensi, in collaborazione con colleghi svizzeri, hanno evidenziato la forte associazione delle due classificazioni agli esiti sfavorevoli della malattia. Tuttavia, come per lo stadio patologico, la significatività è stata dimostrata solo tra grado tumorale cromofobo e prognosi dei carcinomi renali cromofobi non sarcomatoidi. Anche l’analisi di regressione multivariata di Cox tendeva a supportare il grado tumorale cromofobo più che il grado nucleare Fuhrman quale fattore predittivo indipendente di prognosi sfavorevole, anche verso altri fattori di rischio significativi identificati in analisi univariata [hazard ratio stimato = 3.68 (p = 0.026) vs 1.86 (p = 0.42)]. In conclusione, la classificazione del grado tumorale proposta dagli autori fornisce una valutazione prognostica superiore a quella offerta dal grado nucleare di Fuhrman per il carcinoma renale di tipo cromofobo e potrà essere proposta per individuare i pazienti a rischio maggiore di progressione.


Renal Cancer Newsgroup – Numero 9 – Settembre 2010
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