domenica, 3 maggio 2026
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3 Ottobre 2011

CARBOPLATINO E PACLITAXEL RISPETTO A MONOTERAPIA IN PAZIENTI ANZIANI CON CANCRO POLMONARE AVANZATO

Malgrado la superiore tossicità, la doppia chemioterapia contenente platino è stata associata a un beneficio di sopravvivenza rispetto alla monoterapia, con vinorelbina o gemcitabina, nei pazienti anziani con cancro polmonare non a piccole cellule (NSCLC). Al momento la doppia chemioterapia contenente platino è raccomandata per il trattamento di pazienti adulti in buona salute con NSCLC, mentre negli anziani over-70 viene consigliata la monoterapia. I ricercatori afferenti all’Intergroupe Francophone de Cancérologie Thoracique hanno comparato un regime di doppia chemioterapia, contenente carboplatino e paclitaxel, con la monoterapia consigliata agli anziani con NSCLC avanzato. In questo studio multicentrico aperto, randomizzato, di fase 3, pubblicato sulla rivista The Lancet (leggi abstract originale), gli autori hanno arruolato pazienti di 70 – 89 anni con NSCLC localmente avanzato o metastatico che presentavano performance status WHO tra 0 e 2. I pazienti hanno ricevuto 4 cicli (3 settimane di trattamento e 1 di sospensione) di carboplatino (al giorno 1) e paclitaxel (ai giorni 1, 8 e 15) oppure 5 cicli (2 settimane di trattamento e 1 di sospensione) di monoterapia, con vinorelbina oppure gemcitabina. La randomizzazione era controllata centralmente con metodo di minimizzazione. Endpoint primario era la sopravvivenza globale; nello studio è stata applicata l’analisi ‘intention-to-treat’. Sono stati arruolati 451 pazienti: 226 randomizzati a monoterapia e 225 a doppia chemioterapia. L’età mediana dei pazienti era 77 anni e il follow-up mediano 30.3 mesi (range: 8.6 – 45.2). La sopravvivenza globale mediana è risultata di 10.3 mesi nei pazienti trattati con doppia chemioterapia e di 6.2 mesi con la monoterapia (hazard ratio 0.64, IC 95%: 0.52 – 0.78; p < 0.0001); la sopravvivenza a 1 anno era rispettivamente del 44.5% (IC 95%: 37.9 – 50.9) e del 25.4% (IC 95%: 19.9 – 31.3). Gli effetti tossici erano più comuni nei pazienti trattati con doppia chemioterapia: i più frequenti erano un ridotto numero di neutrofili (108 [48.4%] vs 28 [12.4%]) e l’astenia (23 [10.3%] vs 13 [5.8%]). Alla luce di questi risultati, gli autori suggeriscono un ripensamento dell’attuale regime destinato ai pazienti anziani.
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