martedì, 24 novembre 2020
Medinews
23 Febbraio 2011

CARATTERIZZAZIONE DELLE TERAPIE TARGET ORALI PER IL CARCINOMA RENALE

I regimi variano per la sequenza dei farmaci utilizzati, con conseguenti differenze di efficacia e tollerabilità; sono necessari studi clinici approfonditi

L’utilizzo contemporaneo di terapie target orali (come sunitinib e sorafenib) nei pazienti con carcinoma renale è stato caratterizzato e i fattori associati ad un trattamento a breve termine e sequenziale sono stati esaminati. Ricercatori dell’Università del Michigan di Ann Arbor hanno usato il database delle richieste di rimborso di pazienti con assicurazione privata per valutare l’uso delle terapie target orali in pazienti con carcinoma renale tra il 2006 e il 2007. Dopo aver identificato i pazienti che hanno ricevuto sunitinib o sorafenib, gli autori hanno determinato la prevalenza di quelli trattati a breve termine e/o con terapia sequenziale. Hanno condotto analisi bivariata e multivariata per stimare le associazioni tra le caratteristiche del paziente e le richieste di regimi di trattamento a breve termine e/o sequenziali. Nello studio pubblicato sulla rivista Urology (leggi abstract originale) sono stati identificati 938 pazienti con carcinoma renale inizialmente trattati con sunitinib (n = 554) o sorafenib (n = 384). In questo gruppo, rispettivamente il 36% e il 23% ha ricevuto terapia a breve termine e sequenziale. La maggior parte dei pazienti in terapia sequenziale (61%) è stata sottoposta al trattamento a breve termine con ≥ 1 farmaco, dove sorafenib aveva probabilità maggiori di essere scelto in seconda linea per una terapia breve rispetto al sunitinib (63% vs 34%; p < 0.001). La terapia limitata nella durata era più frequentemente associata alle donne (odds ratio 1.53, intervallo di confidenza 95%: 1.12 – 2.09) e ai pazienti statunitensi degli Stati del Sud (odds ratio 1.71, intervallo di confidenza 95%: 1.05 – 2.80), mentre la terapia sequenziale era più comune tra i pazienti che hanno inizialmente ricevuto sorafenib (odds ratio 2.30, intervallo di confidenza 95%: 1.64 – 3.21). La terapia orale a breve termine e sequenziale è stata relativamente prevalente nei pazienti con carcinoma renale. Per quelli trattati con sunitinib e sorafenib, il ‘pattern’ di trattamento a breve termine è variato con la sequenza delle medicazioni utilizzate. Ciò suggerisce differenze sia di efficacia che di tollerabilità per ciascun regime. I risultati di questo studio evidenziano la necessità di approfondire le conoscenze per caratterizzare gli esiti clinici ‘real-world’ e gli effetti economici associati a questi trattamenti.


Renal Cancer Newsgroup – Numero 2 – Febbraio 2011
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