martedì, 24 novembre 2020
Medinews
24 Gennaio 2012

CARATTERISTICHE DI CRESCITA DEL CARCINOMA RENALE IN PAZIENTI SOTTOPOSTI A RESEZIONE RITARDATA

Alcuni tumori presentano una crescita lenta, che dipende dal grado e dal sottotipo istologico, altri invece progrediscono anche di stadio. Ad oggi pochi studi hanno valutato le caratteristiche di crescita del carcinoma renale nei pazienti che sono stati sottoposti a trattamento ritardato. Lo studio pubblicato sulla rivista Journal of Cancer Research and Clinical Oncology (leggi abstract originale) ha esaminato il tasso di crescita e la progressione di stadio di carcinomi renali incidentali, dopo un lungo periodo di sorveglianza attiva. I ricercatori dell’Università di Pechino, National Urological Cancer Center, hanno riesaminato retrospettivamente le cartelle cliniche di 32 pazienti che non avevano ricevuto trattamento chirurgico immediato per masse renali solide, che successivamente sono state riconosciute come carcinomi renali. La velocità annuale di crescita tumorale è stata calcolata sulla base delle variazioni del diametro massimo osservato all’esame TC o RM. Le caratteristiche cliniche e patologiche associate alla velocità di crescita tumorale e alla progressione di stadio sono state analizzate. I risultati dello studio indicano una crescita tumorale mediana da 2.14 cm (range: 0.30 – 6.70) a 4.33 cm (range: 1.40 – 8. 80) dopo un periodo mediano di osservazione di 46.0 mesi. La velocità di crescita tumorale mediana è stata di 0.80 cm/anno (range: 0.16 – 3.80) ma mentre il carcinoma renale a cellule chiare tendeva a crescere più rapidamente (0.86 cm/anno), la velocità di crescita del sottotipo papillare era più bassa (0.28 cm/anno) (p = 0.066). Anche la velocità media di crescita dei tumori di grado 2 (0.88 cm/anno) era superiore a quella dei tumori di grado 1 (0.36 cm/anno) (p = 0.041). Tredici tumori (40.6%) hanno presentato stadiazione superiore (‘upstaging’) dopo un periodo mediano di 48 mesi dalla diagnosi iniziale e l’analisi di regressione di Cox ha evidenziato le dimensioni iniziali del tumore quale unico fattore di rischio per un ‘upstaging’ (p = 0.018). Al contrario, ad un follow-up mediano di 47 mesi, non è stata osservata alcuna recidiva locale e sistemica nella coorte studiata, dopo l’intervento (range: 6 – 248). In conclusione, nei pazienti non trattati alcuni carcinomi renali crescono lentamente e altri progrediscono anche di stadio durante la sorveglianza. La velocità di crescita tende a correlare sia con il grado che con il sottotipo istologico.
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