mercoledì, 28 settembre 2022
Medinews
8 Luglio 2014

CARATTERISTICHE CLINICHE E TRATTAMENTO DELLA RIACUTIZZAZIONE DEI SINTOMI URINARI TARDIVI DOPO RADIOTERAPIA STEREOTASSICA NEL TUMORE DELLA PROSTATA

La riacutizzazione dei sintomi urinari tardivi è rappresentata da una serie di sintomi come urgenza/frequenza della minzione, flusso debole e disuria, che si possono manifestare da 6 a 18 mesi dopo radioterapia stereotassica (SBRT) del tumore prostatico. La SBRT è sempre più utilizzata nel trattamento primario del tumore prostatico clinicamente localizzato. Mentre i sintomi urinari acuti post-SBRT sono ben conosciuti, la tossicità genito-urinaria tardiva della SBRT non è stata esaurientemente descritta. In questo studio, pubblicato sulla rivista Frontiers in Oncology (leggi testo), i ricercatori del Georgetown University Hospital e University of the District of Columbia di Washington DC hanno descritto le caratteristiche cliniche della riacutizzazione dei sintomi urinari tardivi e raccomandato approcci conservativi di trattamento che possono alleviare il fastidio ad essi associato. Tra febbraio 2008 e agosto 2011, sono stati trattati al Georgetown University Hospital con SBRT 216 maschi con tumore prostatico clinicamente localizzato. Il trattamento utilizzava CyberKnife a dosi di 35 – 36.25 Gy in 5 frazioni. La prevalenza di ciascuna delle cinque tossicità urinarie con grado definito dai Common Terminology Criteria for Adverse Events (CTCAE) è stata determinata in occasione di ciascuna visita di follow-up, con documentazione anche sull’uso dei farmaci ad ogni visita. I sintomi urinari, riportati dal paziente, sono stati valutati utilizzando il punteggio per i sintomi dell’American Urological Association (AUA) e l’Expanded Prostate Cancer Index Composite (EPIC)-26 dopo 1, 3, 6, 9, 12, 18 e 24 mesi dal trattamento. La riacutizzazione dei sintomi urinari tardivi è stata definita come un incremento del punteggio dei sintomi secondo AUA ≥ 5 punti sopra il basale con un grado di severità nel range da moderato a grave (punteggio sintomi AUA ≥ 15). È stata esaminata anche la relazione tra la manifestazione dell’attacco acuto e le caratteristiche prima del trattamento. Globalmente, il punteggio dei sintomi secondo AUA ha mostrato un picco transitorio 1 mese dopo SBRT. Dei 216 pazienti, 29 (13.4%) hanno manifestato un secondo picco transitorio nel punteggio dei sintomi secondo AUA che rientrava nei criteri della riacutizzazione dei sintomi urinari tardivi. L’età mediana di questi pazienti era 66 anni, rispetto a 70 anni in quelli che non hanno mostrato la riacutizzazione dei sintomi urinari tardivi (p = 0.007). Nei pazienti che hanno manifestato la riacutizzazione, le tossicità urinarie secondo CTCAE, che includevano disuria, frequenza/urgenza della minzione e ritenzione urinaria, hanno mostrato un picco a 9 – 18 mesi e l’utilizzazione di alfa-antagonisti è aumentata un mese dopo il trattamento, con incremento netto 12 mesi dopo il trattamento e un picco a 18 mesi (85%) prima di diminuire a 24 mesi. Il punteggio urinario riassuntivo secondo EPIC dei pazienti che mostravano la riacutizzazione è diminuito transitoriamente dopo 1 mese e ha mostrato un secondo declino, più protratto, tra i 6 e 18 mesi, prima di avvicinarsi ai livelli basali 2 anni dopo SBRT. Incrementi statisticamente e clinicamente significativi della frequenza della minzione, flusso debole e disuria, riportati dai pazienti, sono stati osservati 12 mesi dopo la SBRT. Tra i pazienti con riacutizzazione, il 42.9% ha avuto la sensazione che la minzione fosse un problema da moderato a grave 12 mesi dopo SBRT. In conclusione, in questo studio gli autori hanno caratterizzato la riacutizzazione dei sintomi urinari tardivi dopo radioterapia stereotassica. La riacutizzazione dei sintomi urinari tardivi è rappresentata da una costellazione di sintomi che include frequenza/urgenza della minzione, flusso debole e disuria, che si manifestano in modo transitorio da 6 a 18 mesi dopo la radioterapia stereotassica. Un counselling anticipatorio appropriato e il mantenimento della profilassi con alfa-antagonisti possono limitare il fastidio associato a questa sindrome.
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