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13 Gennaio 2014

CAPECITABINA METRONOMICA IN PAZIENTI CON CARCINOMA EPATICO AVANZATO: STUDIO DI FASE II DEL GRUPPO ITA.LI.CA

La terapia metronomica con capecitabina è risultata ben tollerata e mostra attività nel trattamento del carcinoma epatico avanzato sia in pazienti naïve che in quelli precedentemente trattati con sorafenib. Il trattamento anti-angiogenico con agenti target è efficace nel carcinoma epatico avanzato, ma lo studio pubblicato sulla rivista The Oncologist (leggi testo) ha esaminato la sicurezza e l’efficacia di capecitabina metronomica in pazienti con questo tumore. Lo studio monocentrico dell’Università di Bologna, Ospedale Sant’Orsola-Malpighi, di fase II, condotto da ricercatori afferenti al gruppo ITA.LI.CA (ITAlian LIver CAncer), ha incluso pazienti con carcinoma epatico mai trattati precedentemente oppure resistenti/intolleranti a sorafenib. La schedula di trattamento consisteva nella somministrazione di capecitabina 500 mg due volte al giorno fino a progressione della malattia, tossicità inaccettabile o ritiro del consenso informato. La sopravvivenza libera da progressione (PFS) è stata scelta quale endpoint primario. In totale sono stati arruolati 59 pazienti naïve al trattamento e 31 precedentemente trattati. La prima coorte ha mostrato una PFS mediana di 6.03 mesi e una sopravvivenza globale (OS) mediana di 14.47 mesi; due pazienti hanno manifestato risposta completa, uno solo risposta parziale mentre per 30 la migliore risposta è risultata la stabilizzazione della malattia. La seconda coorte ha ottenuto una PFS mediana di 3.27 mesi e una OS mediana di 9.77 mesi; nessuna risposta completa o parziale, ma 10 pazienti hanno manifestato stabilizzazione della malattia. È stata anche condotta una comparazione non programmata della prima coorte con 3027 pazienti con carcinoma epatico non trattato, estratti dal database di ITA.LI.CA: l’abbinamento ‘one-to-one’ secondo le caratteristiche demografiche/ eziologiche/ oncologiche è stato possibile per 50 pazienti. La OS mediana per questi 50 pazienti trattati con capecitabina è risultata pari a 15.6 mesi, rispetto agli 8.0 mesi osservati nei pazienti non trattati (p = 0.043). In conclusione, il trattamento con capecitabina metronomica è risultato ben tollerato nei pazienti con carcinoma epatico avanzato e sembra attivo sia in quelli naïve al trattamento che in quelli già trattati con sorafenib.
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