sabato, 28 novembre 2020
Medinews
10 Maggio 2011

CALCIFICAZIONE DELLE ARTERIE MAMMARIE IMPORTANTE FATTORE DI RISCHIO CARDIOVASCOLARE

L’esame della mammografia potrebbe essere utilizzato, oltre che per la prevenzione precoce del tumore, anche per identificare anticipatamente il rischio d’infarto e ictus: lo dimostra una ricerca, pubblicata sulla rivista Obstetrics and Gynecology , condotta negli Stati Uniti su 1.500 donne in menopausa. Peter Schnatz, cardiologo americano di Hartford, in Connecticut, che da anni studia le calcificazioni delle arterie mammarie come fattore di rischio per le malattie cardiovascolari, ha rilevato che oltre il 20% delle donne in cui la mammografia evidenziava la presenza di calcificazioni ha sviluppato, nell’arco di 5 anni, angina, infarto o ictus, contro il 5% delle donne in cui la mammografia non aveva rilevato accumuli di calcio. «Il rischio di malattie cardiovascolari è tre volte e mezzo più alto in caso di calcificazioni mammarie – sintetizza Schnatz –. Il 58% di queste donne è andata incontro a un ictus, contro appena il 13% delle altre. E la correlazione fra calcificazioni e malattie cardiovascolari è più stringente rispetto a quella con altri fattori di rischio: le donne con ipertensione, colesterolo alto o familiarità per le malattie cardiovascolari, ad esempio, avevano una probabilità “solo” di due-tre volte più alta rispetto a quelle senza tali fattori di rischio. Tra l’altro avendo usato semplici questionari siamo stati in grado di identificare solo le donne con una malattia cardiovascolare già evidente: la prevalenza reale è verosimilmente più alta – afferma Schnatz –. In base a questi dati sarebbe opportuno che i radiologi segnalassero sempre la presenza di calcificazioni delle arterie mammarie, quando valutano le mammografie, perché queste possono essere considerate un buon marcatore dello sviluppo di malattie cardiovascolari».

corriere.it
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