The efficacy and safety of cabazitaxel, as compared with an androgen-signaling-targeted inhibitor (abiraterone or enzalutamide), in patients with metastatic castration-resistant prostate cancer who were previously treated with docetaxel and had progression within 12 months while receiving the alternative inhibitor (abiraterone or enzalutamide) are unclear. We randomly assigned, in a 1:1 ratio, patients who had previously received docetaxel and an … (leggi tutto)
Lo studio CARD è stato presentato la scorsa settimana a Barcellona all’ESMO 2019 ed è stato contemporaneamente pubblicato su New England Journal of Medicine. Lo studio ha l’obiettivo di fare chiarezza sulla sequenza di trattamento nel carcinoma prostatico resistente alla castrazione (mCRPC). Ha infatti confrontato il trattamento con cabazitaxel vs ARTA (enzalutamide o abiraterone) in pazienti affetti da mCRPC precedentemente trattati con almeno 3 cicli di docetaxel ed un ARTA (con progressione entro i 12 mesi dall’inizio del trattamento). L’obiettivo primario dello studio era la sopravvivenza libera da progressione radiologica (rPFS); gli obiettivi secondari: la sopravvivenza globale, la risposta sierologica, la risposta in termini di controllo del dolore, il tempo alla comparsa di eventi scheletrici sintomatici, la safety, la qualità di vita. Lo studio ha randomizzato 255 pazienti, la rPFS è stata superiore nel braccio di trattamento con cabazitaxel vs ARTA (mediana 8,0 vs 3,7 mesi; HR 0,54), tale vantaggio si è mantenuto in tutti i sottogruppi di pazienti. Il trattamento con cabazitaxel ha dimostrato un vantaggio significativo anche in sopravvivenza globale (mediana 13,6 vs 11,0; HR 0,64). Il trattamento è risultato vantaggioso anche in termini di risposta sierologica, risposte obiettive, controllo del dolore e tempo alla comparsa del primo evento sintomatico.Sulla base di questi risultati lo standard di trattamento in terza linea nel mCRPC (dopo docetaxel ed un ARTA) è rappresentato dal cabazitaxel.
Rimangono tuttavia alcune domande non risposte: è possibile traslare questi risultati anche a pazienti che hanno ricevuto docetaxel o ARTA in fase di ormonosensibilità? Come comportarsi in pazienti che hanno risposto al primo ARTA per più di 12 mesi (popolazione esclusa dallo studio)?