giovedì, 3 dicembre 2020
Medinews
5 Marzo 2012

BRONCOPATIE CRONICHE COLLEGATE ALLO SCOMPENSO CARDIACO

La broncopneumopatia cronica ostruttiva, indipendentemente dai principali fattori di rischio cardiovascolare e in particolare dal fumo, aumenta il rischio di sviluppare a lungo termine insufficienza cardiaca. La conferma di questa ipotesi giunge dalla ricerca promossa dal National Heart, Lung and Blood Institute (NHLBI), parte dei National Institutes of Health degli Usa, in cui quasi 16.000 adulti di età compresa tra 45 – 64 anni sono stati seguiti per una media di 15 anni. “L’associazione tra le due patologie – scrivono i ricercatori su European Journal of Heart Failure – rimaneva evidente nei non fumatori e dopo aggiustamento dei dati per il numero di anni di abitudine al fumo, indicando così che le conclusioni dello studio non vengono alterate dal fattore fumo”. “L’idea che a lungo termine la broncopneumopatia cronica ostruttiva, la dispnea e la diminuzione della capacità polmonare o un aumento di tali sintomi, possano diventare fattori di rischio per lo scompenso cardiaco – si legge nell’editoriale – dovrebbe portare i medici a riformulare il ragionamento clinico e a riconsiderare la gestione farmacologica dei pazienti cronicamente affetti da patologie respiratorie di tipo ostruttivo”. “Le implicazioni di questa ricerca sulla salute pubblica potrebbero essere enormi – afferma Sunil Agarwal della University of North Carolina, Chapel Hill, Usa – a causa del fumo e dell’inquinamento atmosferico che influenzano negativamente la funzione polmonare. Appare pertanto rilevante determinare in studi futuri se gli interventi medici diretti a sostenere o migliorare i valori spirometrici siano associati a un minor rischio di scompenso cardiaco”.

Esc – European Journal of Heart Failure
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