giovedì, 3 dicembre 2020
Medinews
7 Marzo 2011

BIOPSIA DEL LINFONODO SENTINELLA NEL CANCRO DELLA TIROIDE

La procedura è promettente in quanto potrebbe evitare la chirurgia linfonodale profilattica in più di metà dei pazienti con cancro della tiroide che non presenta coinvolgimento linfonodale. La biopsia del linfonodo sentinella è utilizzata come trattamento standard in alcuni tumori solidi d’organo per valutare l’interessamento linfonodale e permettere un trattamento personalizzato. Molti studi hanno esaminato il ruolo della biopsia del linfonodo sentinella nel cancro della tiroide e i ricercatori del Royal Hallamshire Hospital, School of Medicine and Biomedical Sciences, dell’Università di Sheffield nel Regno Unito hanno condotto una revisione sistematica della letteratura e una meta-analisi su 24 studi proprio su questo argomento. L’analisi pubblicata sul British Journal of Surgery (leggi abstract originale) indica percentuali di identificazione globale del linfonodo sentinella con colorante blu, isotopo radioattivo o la combinazione delle due tecniche rispettivamente dell’83.7%, 98.4% e 96%. Un linfonodo sentinella positivo è stato rilevato nel 42.9% dei pazienti con cancro papillare della tiroide con un linfonodo sentinella identificato. Le percentuali di falsi negativi globali con il colorante blu, l’isotopo radioattivo e la combinazione delle due tecniche erano rispettivamente del 7.7%, 16% e 0%. Un riscontro negativo dell’esame di una sezione congelata di linfonodo sentinella non era invece attendibile nel 12% dei pazienti, mentre la valutazione immunoistochimica del linfonodo sentinella ha mostrato presenza di metastasi linfonodali in un ulteriore 15% dei pazienti (7 di 47 linfonodi sentinella). Quindi la biopsia potrebbe aiutare a evitare la chirurgia profilattica in più del 57% dei pazienti con cancro della tiroide linfonodo-negativo.
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