domenica, 3 maggio 2026
Medinews
5 Aprile 2012

BIOMARCATORI PLASMATICI QUALI FATTORI PREDITTIVI DI PROGNOSI DEL CARCINOMA EPATICO AVANZATO

Marcatori biologici dell’angiogenesi, Ang2 e VEGF, sono fattori predittivi indipendenti di sopravvivenza in questi pazienti, ma nessuno predice la risposta a sorafenib

Biomarcatori, validati, di prognosi e risposta ai farmaci nei pazienti con carcinoma epatico non sono ancora stati identificati. Uno degli obiettivi dello studio SHARP (Sorafenib HCC Assessment Randomized Protocol), di fase III, randomizzato, controllato, era esplorare la capacità di biomarcatori plasmatici nel predire la prognosi e l’efficacia terapeutica. Nello studio SHARP, 602 pazienti con carcinoma epatico in stadio avanzato sono stati randomizzati a ricevere giornalmente sorafenib orale (400 mg bid) o placebo in continuo. Dieci biomarcatori plasmatici implicati nella patogenesi del tumore sono stati misurati in 491 pazienti prima (basale) e in 305 dopo 12 settimane di trattamento. I biomarcatori candidati sono stati esaminati per identificare la correlazione con la prognosi o i fattori predittivi di risposta a sorafenib. Nello studio pubblicato sulla rivista Clinical Cancer Research (leggi abstract originale), le concentrazioni basali di angiopoietina 2 (Ang2) e di fattore di crescita endoteliale vascolare (VEGF), indipendentemente, predicevano la sopravvivenza sia nell’intera popolazione di pazienti che nella coorte randomizzata a placebo. Anche variabili cliniche, come invasione vascolare macroscopica, performance status ECOG (Eastern Cooperative Oncology Group) e concentrazioni basali di alfa-fetoproteina e fosfatasi alcalina, risultavano fattori predittivi indipendenti di sopravvivenza in queste popolazioni. Nella coorte trattata con sorafenib, i ricercatori del Barcelona Clinic Liver Group hanno osservato un trend verso un maggiore beneficio di sopravvivenza con sorafenib nei pazienti che presentavano elevate concentrazioni basali di s-c-KIT o basse concentrazioni basali di fattore di crescita degli epatociti (HGF) (rispettivamente, p interazione = 0.081 e = 0.073). In conclusione, i biomarcatori dell’angiogenesi Ang2 e VEGF sono stati identificati quali fattori predittivi di sopravvivenza in pazienti con carcinoma epatico in fase avanzata. Al contrario, nessuno dei biomarcatori testati ha significativamente predetto la risposta a sorafenib.


Liver Cancer Newsgroup – Numero 3 – Aprile 2012
TORNA INDIETRO
Panoramica privacy
Medinews

Questo sito utilizza i cookies per migliorare la tua esperienza di navigazione sul sito. Di questi, i cookies che sono categorizzati come necessari sono memorizzati nel tuo browser come essenziali per il funzionamento delle funzionalità di base del sito. Usiamo inoltre cookies di terze parti che possono aiutarci ad analizzare e capire capire come usi il sito. Questi cookies saranno memorizzati nel tuo browser solo con il tuo consenso. Inoltre hai anche dei cookies opzionali. Ma la disattivazione di questi cookies potrebbe avere effetti sulla tua esperienza di navigazione.

Per saperne di più sulla nostra cookie policy clicca qui: Privacy & Cookie

Cookie strettamente necessari

I cookies necessari sono indispensabili per le funzionalità del sito. Questa categoria include solo i cookies per le funzionalità di base e sulla sicurezza del sito. Questi cookies non memorizzano nessun dato personale.

Se disabiliti questo cookie, non saremo in grado di salvare le tue preferenze. Ciò significa che ogni volta che visiti questo sito web dovrai abilitare o disabilitare nuovamente i cookie.

Cookie di terze parti

Qualsiasi cookies non necessario alle funzionalità del sito, vengono usati per memorizzare dati personali via analytics, pubblicità e altri.