martedì, 24 novembre 2020
Medinews
5 Aprile 2012

BIOMARCATORI PLASMATICI QUALI FATTORI PREDITTIVI DI PROGNOSI DEL CARCINOMA EPATICO AVANZATO

Marcatori biologici dell’angiogenesi, Ang2 e VEGF, sono fattori predittivi indipendenti di sopravvivenza in questi pazienti, ma nessuno predice la risposta a sorafenib

Biomarcatori, validati, di prognosi e risposta ai farmaci nei pazienti con carcinoma epatico non sono ancora stati identificati. Uno degli obiettivi dello studio SHARP (Sorafenib HCC Assessment Randomized Protocol), di fase III, randomizzato, controllato, era esplorare la capacità di biomarcatori plasmatici nel predire la prognosi e l’efficacia terapeutica. Nello studio SHARP, 602 pazienti con carcinoma epatico in stadio avanzato sono stati randomizzati a ricevere giornalmente sorafenib orale (400 mg bid) o placebo in continuo. Dieci biomarcatori plasmatici implicati nella patogenesi del tumore sono stati misurati in 491 pazienti prima (basale) e in 305 dopo 12 settimane di trattamento. I biomarcatori candidati sono stati esaminati per identificare la correlazione con la prognosi o i fattori predittivi di risposta a sorafenib. Nello studio pubblicato sulla rivista Clinical Cancer Research (leggi abstract originale), le concentrazioni basali di angiopoietina 2 (Ang2) e di fattore di crescita endoteliale vascolare (VEGF), indipendentemente, predicevano la sopravvivenza sia nell’intera popolazione di pazienti che nella coorte randomizzata a placebo. Anche variabili cliniche, come invasione vascolare macroscopica, performance status ECOG (Eastern Cooperative Oncology Group) e concentrazioni basali di alfa-fetoproteina e fosfatasi alcalina, risultavano fattori predittivi indipendenti di sopravvivenza in queste popolazioni. Nella coorte trattata con sorafenib, i ricercatori del Barcelona Clinic Liver Group hanno osservato un trend verso un maggiore beneficio di sopravvivenza con sorafenib nei pazienti che presentavano elevate concentrazioni basali di s-c-KIT o basse concentrazioni basali di fattore di crescita degli epatociti (HGF) (rispettivamente, p interazione = 0.081 e = 0.073). In conclusione, i biomarcatori dell’angiogenesi Ang2 e VEGF sono stati identificati quali fattori predittivi di sopravvivenza in pazienti con carcinoma epatico in fase avanzata. Al contrario, nessuno dei biomarcatori testati ha significativamente predetto la risposta a sorafenib.


Liver Cancer Newsgroup – Numero 3 – Aprile 2012
TORNA INDIETRO